Pisapia s’inchina ai cinesie nega al Dalai Lamala cittadinanza onoraria

Dopo le pressioni, no alla cittadinanza onoraria. Il sindaco si limiterà a riceverlo. E su internet la doppiezza di Giuliano delude gli "arancioni"

Chi vorresti conoscere? «Il Dalai Lama». Così rispondeva in campagna elettorale Giuliano Pisapia, interrogato in piazza Duomo da Claudio Bisio. Ma adesso che Tenzin Gyatso, leader spirituale del Tibet, si avvicina a passi veloci, Milano prepara un clamoroso voltafaccia al Dalai Lama. No alla cittadinanza onoraria che pure era stata preparata da tempo con un documento unanime, sottoscritto dai capigruppo di tutti i partiti in consiglio comunale. Il motivo? Realpolitik. Le pressioni cinesi hanno convinto la sinistra che sia meglio non sfidare il Dragone. E la battagliera delibera che ricordava l’invasione comunista del Tibet e il genocidio della popolazione tibetana è stata prima edulcorata, falcidiando i riferimenti alla Cina, e poi stoppata con un voto del consiglio comunale.

La votazione si è chiusa con 16 favorevoli alla sospensione, 12 contrari e 3 astenuti. A frenare sull’onorificenza al Dalai Lama, che sarà a Milano dal 26 al 28 giugno, le forze che sostengono il sindaco, con il Pd in prima fila. Si sono schierati contro lo stop Pdl, Lega, il radicale Marco Cappato, il cinque stelle Mattia Calise e il pd David Gentili. I tre astenuti sono il sindaco, Giuliano Pisapia, il presidente del consiglio comunale, Basilio Rizzo, e il pd Ruggero Gabbai («appartengo a una minoranza, quella ebraica, che ha sempre tutelato il principio dell’autodeterminazione»).

Pisapia riceverà il Dalai Lama martedì 26 giugno a Palazzo Marino, dove i consiglieri attendono un intervento in aula di Tenzin Gyatso. «Come sindaco lo ricevo e credo che sia anche un segnale importante» ha detto Pisapia in consiglio, dove è arrivato sospinto dalla protesta dell’opposizione che lamentava la sua assenza. «Ancora una volta il sindaco dimostra la sua inadeguatezza a questo ruolo» le parole del capogruppo del Pdl, Carlo Masseroli.

Pisapia in aula ha ammesso le pressioni. E ha raccontato di una cena in cui la console cinese gli disse che la cittadinanza onoraria al Dalai Lama sarebbe stata interpretata come «un atto di inimicizia verso il popolo cinese». Pisapia avrebbe risposto che intenzione del consiglio comunale era «celebrare l’impegno per la pace del Dalai Lama». Ma alla fine ha valutato preferibile lasciar perdere: «Siamo autonomi ma non vogliamo creare inimicizie».

L’ambasciata cinese ha stabilito contatti anche con i vertici del consiglio comunale. E i timori di rappresaglia non sono mancate. La Cina è una potenza economica prima ancora che politica, gli affari con la Repubblica popolare cinese coinvolgono parecchi imprenditori. E poi c’è l’Expo: Shanghai è la città che nel 2010 ha passato il timone a Milano e un boicottaggio è ipotesi che allarma.

Resta la questione politica, richiamata da Pdl e Lega in aula, dove si è parlato di «ricatto» e «paura». Sia il consigliere del Pdl, Pietro Tatarella, che l’ex assessore ai Servizi sociali, Mariolina Moioli, hanno ricordato i «cristiani perseguitati in Cina». Basilio Rizzo non nasconde il desiderio di compromesso: «Quel che pensa un grande popolo è da tenere in considerazione. Il nostro non sarà un riconoscimento politico al Dalai Lama, ma alla sua persona, in senso spirituale e morale».

La cittadinanza onoraria al Dalai Lama è stata concessa da diverse città, a partire da Roma nel febbraio 2009. Il sindaco, Gianni Alemanno, commentò la decisione come «la nostra rivolta morale contro l’ingiustizia» e parlò di «Tibet libero». Tenzin Gyatso è stato proclamato cittadino onorario di Venezia, Torino e Bologna. E persino di Assago, dove sorge il Forum che ospiterà le sue lezioni. Il sindaco, Graziano Musella, ha preso in controtempo Pisapia, e il 28 giugno consegnerà l’onorificenza al Dalai Lama.

Contro Pisapia si è accesa anche la protesta della comunità tibetana di Milano e su facebook la rivolta del suo popolo arancione.

Commenti

labello

Ven, 22/06/2012 - 09:16

Sempre più Pisapirla

labello

Ven, 22/06/2012 - 09:16

Sempre più Pisapirla

Ritratto di marforio

marforio

Ven, 22/06/2012 - 09:37

Le vittime di ieri sono i carnefici di oggi.Ieri per il popolo oggi al potere ci si vende per mezza pagnotta.Cosi e anche il pisapippa.

Ritratto di CiccioCha

CiccioCha

Ven, 22/06/2012 - 09:46

In casa MIA invito chi dico IO, non mi debbo fare intimorire dal vicino.

enrico10

Ven, 22/06/2012 - 09:53

il dalai lama non è comunista e quindi al ricco compagno pisapia non gliene può fregare di meno.

Manuela1

Ven, 22/06/2012 - 10:04

Vorrei vedere cosa avreste scritto se Pisapia avesse dato la cittadinanza al Dalai Lama ed i cinesi avessero boicottato l'expo.

andrea24

Ven, 22/06/2012 - 10:26

Ci si chieda perché il Dalai lama, o meglio,Tenzin Gyatso,è diventato più famoso della "Coca Cola" e persino più famoso del Papa,specialmente tra le giovani generazioni di occidentali e dei "lavati di cervello". Il Dalai lama,come scritto in ulteriori commenti nell'articolo di ieri sul medesimo argomento,non è niente altro che uno sponsor del mondialismo democratico,mentre l'enfatizzata "indipendenza" del Tibet,che ha una storia di secoli in correlazione alla Cina,non è niente altro che marketing democratico- progressista,dunque una questione di comodo(prima in funzione anti comunista,adesso in funzione democratico-mondialista),perché all'inizio gli USA consideravano il Tibet(e non solo il Tibet) parte integrante della Cina.

michele lascaro

Ven, 22/06/2012 - 11:21

Lunedì il Dalai Lama sbarca a Matera. Chissà se il sindaco (targato Pd), contrariamente a quanto deciso da Pisapia a Milano, gli concederà la cittadinanza onoraria della Città, che è patrimonio Unesco. Sarebbe una mossa astuta di collegamento, anche turistico. Vedremo il suo coraggio, tanto a Matera non c'è l'EXPO.

blues188

Ven, 22/06/2012 - 11:30

Chi ci perde è Pisapia. Al Dalai lama non credo verrà da piangere. Quello che però è grave è che dopo che la sinistra ci ha inculcato l'odio per gli oppressori (specie se sono di destra) or un suo (in)degno rappresentante non tenga conto del fatto che il dalai lama rappresenta anche la popolazione tibetana che è oppressa ferocemente dalla Cina. Ovviamente leggo dai sinistr(at)i che è meglio l'Expo -facendoci mettere i piedi in testa- che avere l'orgoglio di saper dire di no ai potenti. Questo abbassare i pantaloni non coincide con la supposta lotta armata contro il fascismo e i tedeschi per la quale si stanno sprecando tutt'ora oceani di parole e immagini. Basta guardare Rai tre per capire la loro ipocrisia e cosa sono, in realtà, i vecchi comunisti riciclati nei nuovi nomi di partito.

Ritratto di abraxasso

abraxasso

Ven, 22/06/2012 - 11:32

L'unica "trasmissione" seria e impegnata che non viene interrotta dalla pubblicità è la Santa Messa (comunque spero che presto anche la Chiesa se ne serva); figuratevi l'amministrazione Pisapia! Come tutte le trasmissioni pseudo impegnate, deve fare i conti con gli sponsor. Se lo sponsor si arrabbia, sono ca...ehm guai acidi!

voce.nel.deserto

Ven, 22/06/2012 - 11:33

Si è mai visto un uomo d'onore senza attributi? Cinesi o non cinesiexpò o non expò, al Dalai Lama la cittadinanza onoraria si da. I comunisti milanesi non possono essere così vigliacchi da farsi intimorire da Pechino.

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Ven, 22/06/2012 - 11:39

Non sono esattamente un fan di Pisapia, ma, per correttezza storica, bisogna riconoscere che analogo dilemma, con analoga, soluzione si consumò anche in Vaticano.

Coriolanus

Ven, 22/06/2012 - 11:48

Come ho già avuto modo di scrivere ieri, si sta creando, ad arte, una falsa polemica con Pisapia. Il Dalia Lama è sponsorizzato dagli USA, che se ne servono per cercare di staccare il Tibet dalla Cina (alla quale è sempre storicamente appartenuto) e quindi destabilizzarla. Se la politica italiana (non il solo Pisapia), notoriamente asservita agli USA, ha fatto marcia indietro per quanto riguarda la questione della cittadinanza milanese al Dalai Lama è stato solo per l'Expo e quindi per ragioni di cassetta. Questo naturalmente non significa che abbia fatto male, perchè non si capisce perchè dobbiamo fare sempre quello che ci viene ordinato d'oltre Atlantico e non i nostri interessi. In sostanza qua il comunismo non c'entra e a mio avviso bene ha fatto la Cina, che contrariamente all'Italia è uno Stato sovrano, a farsi rispettare.

achina

Ven, 22/06/2012 - 11:53

Con questa vicenda il vostro caro sindaco ha dimostrato quanto sia incapace, inetto e comunista. Essendo a conoscenza di come la Cina consideri Il Tibet, prima di concedere la cittadinanza al Dalai Lama, sarebbe stato logico ed anche, politicamente accettabile, sondare il terreno. Ma una volta promessa non è per nulla decoroso fare marcia indietro e mettersi a pecorina. Mi auguro solo che il Dalai Lama annulli il suo, oramai, inutile viaggio o quanto meno non incontri un quaquaraquà comunista così insipiente.

andrea24

Ven, 22/06/2012 - 12:39

#10 voce nel deserto (13345) Devi esserti bevuto completamente il cervello in un bicchiere di vodka. E che diamine,me ne scuso,ma quando ci vuole ci vuole!

andrea24

Ven, 22/06/2012 - 12:56

#8 blues188 Sinistrato sarai te e qualche altro che apprezza il Dalai lama anche più della Guzzanti,pensando magari,che ancora esiste il sovietico del tipo "i sovietici sono alle porte",oppure "arrivano i terroristi islamici che ci invadono",senza pensare che la battaglia di civiltà ce l'hai innanzitutto in casa(ma neppure in realtà vi interessa) e perfettamente la incarnate. Roba da beoti.La Cina capitalista può perfettamente permettersi di agire in tal modo,visto lo spazio che lo stesso Occidente gli ha permesso di ritagliarsi,per non parlare di tutto l'ingranaggio geopolitico che riguarda l'Asia Centrale e il gioco tra i blocchi di potere. Dipende da chi è il forte di turno. Quando i britannici approfittarono della crisi che interessava la Cina,ai tibetani gli spaccarono il muso,tanto da chiedere aiuto ai cinesi con i quali avevano convissuto.

Fabius

Ven, 22/06/2012 - 13:56

Mongolia in primis e Taiwan (ex Formosa) hanno un analogo rapporto storico con la Cina che ha il Tibet. Cosa facciamo, chiediamo a Pechino di invedere pure loro per coerenza? Nel caso di Taiwan non ci sarebbe nemmeno bisogno di "cinesizzarlo" come stanno facendo in Tibet, distruggendo cultura e tradizioni locali, dato che Taiwan è già di cultura cinese. E allora sì, dai, giustifichiamo il massacro etnico e culturale, dato che gli Usa sostengono il Dalai Lama, così facciamo un bel dispetto a quegli sporchi imperialisti yankee! Che tristezza guardare un genocidio come un freddo dato di tipo geopolitico basandosi su assunti non proprio condivisibili e decisamente di parte. Torino, Bologna, Venezia e Roma hanno avuto molta più dignità, molto più coraggio, molta più coerenza rispetto a Milano. L'expo è una scusa per mettersi a pi greco mezzi. Se io sono a cena con un console di un'altra nazione, e questo console, OSPITE nella mia città, mi "minaccia" in modo sottile, io lo mando a ranare.

Ritratto di dalton.russel

dalton.russel

Ven, 22/06/2012 - 13:59

Leonardo Sciascia descrisse in maniera inequivocabile, le appartenenze del genere umano.Le divise in: uomini, mezzi uomini, ominicchi, ************ e quaquaraqua.Lei Pisapia, unitamente a qualche commentatore di questo foglio ed escludendo le prima tre, di che segno è? E voi baldi commentatori del Ca2Zo? Con ossevanza.Dalton Russell.

Fabius

Ven, 22/06/2012 - 14:13

Andrea24, il tuo commento è assurdo (parlo da storico) dato che mutatis mutandis allora si potrebbe dire che la Germania fece bene ad invadere parte della Cecoslovacchia con la scusa della popolazione tedesca lì presente (i sudeti) e che poteva (ti cito) "perfettamente permettersi di agire in tal modo, visto lo spazio che lo stesso Occidente LE (non "gli" n.d.F.) ha permesso di ritagliarsi, per non parlare di tutto l'ingranaggio geopolitico che riguardava l'EUROPA centrale e il gioco tra blocchi di potere. Dipenda da chi è il forte di turno..." e via a giustificare la legge del più forte, e la prevaricazione su altre nazioni per una mera questione di potenza. Budapest 1956, Praga 1968... Sei uguale a Napolitano e al PCI che allora sollevavano i bicchieri brindando all'armata rossa che aveva "riportato la pace in Europa". Proprio bravo. La tua ideologia che il più forte fa quello che vuole e fa bene a farlo perché lo può fare è semplicemente delirante. A scuola eri un bullo, vero?

Lalla

Ven, 22/06/2012 - 14:18

Parlo a chi ha scritto, anche se velatamente, che è d'accordo con la decisione di Pisapia. Ma sapete quello che fanno in Cina? Quello che fanno in Tibet? Sapete o no cosa vuol dire DEMOCRAZIA, od usate questa parola solo per farvi vedere? Oltre a Pisapia e tutta la sua "cricca", dovreste di più vergognarvi voi!!! Fatevi un giretto in mezzo alla gente di quei posti, in mezzo ai bambini abortiti al 7/8 mese, in mezzo alle donne trascinate a forza in ospedale e fatte abortire in modo brutale (già di per sè l'aborto è disumano, figurarsi in quelle condizioni ed a quell'età!!!), fatevi un giro tra i giornalisti costretti a scrivere solo notizie belle, pena licenziamento e carcere, andate a chiedere a Liu Xiaobo cosa ne pensa...sempre che lo troviate ancora vivo ed intero...oppure a sua moglie, portata chissà dove, e magari torturata e seviziata perchè ha voluto andare a trovare suo marito, fatevi un "giretto" tra queste realtà e poi ditemi se siete ancora d'accordo!!!

Fabius

Ven, 22/06/2012 - 14:53

Cara Lalla, come non condividere il tuo punto di vista? Ma con chi ha il paraocchi e vede ciò che vuole vedere, facendo finta che il resto non esista, cosa puoi fare? Negano l'evidenza e, se fosse utile alle loro affermazioni, negherebbero pure che il sole sorge a est. Con chi ragiona in questi termini "La Cina capitalista può perfettamente permettersi di agire in tal modo,visto lo spazio che lo stesso Occidente gli ha permesso di ritagliarsi,per non parlare di tutto l'ingranaggio geopolitico che riguarda l'Asia Centrale e il gioco tra i blocchi di potere. Dipende da chi è il forte di turno." cosa potrebbe fare una persona ragionevole, a parte considerare che coloro che la pensano in questo modo distorto per fortuna sono una minoranza, perché se fosse per loro allora adesso parleremmo tutti o tedesco o russo? Cordialità Fabius

andrea24

Ven, 22/06/2012 - 15:55

Per Fabius l'ipocrita. Guardati le scarpe o quelle di chi ti circonda,hai una grossa percentuale che siano state prodotte in Cina,pagandole tu 100 euro,ma con un valore reale di 2 euro.Alla faccia degli sfruttati! Lei è molto tendenzioso e pure illuso,specie quanda parla di bulli o di bulletti,tanto è vero che ha preso un pezzo della mia veloce frase "vince chi è il forte di turno",facendola passare per una mia adesione al "forte cinese",e strutturando il suo discorso esprimendo i consueti deliri del filo americanesimo o neo-americanesimo di casa nostra. Ma chiediti,Fabius,quanti imprenditori,anche di quelli che leggono tale giornale,hanno rapporti con la Cina?Quanti imprenditori,pure leghisti,allo stesso modo,assumono gli extra-comunitari per copiare i cinesi? Vedi che sei un beota,uno di quelli che ragiona "da colosseo"? Pensando che se uno non è americano è comunista?Se a Milano ci fosse un sindaco del PDL,di articoli pro-Dalai Lama,non ne sarebbero usciti.

Fabius

Ven, 22/06/2012 - 16:12

Io sto molto attento a ciò che compro proprio per non contribuire in nulla all'economia cinese concorrenziale perché basata sulla scarsa qualità e soprattutto sullo sfruttamento della manodopera forzata dei laogai (guarda sull'enciclopedia se non sai cosa sono, dato che mi dai l'idea di avere una cultura post-it da google). Io sono anche più critico di te nei confronti degli Usa (e molto probabilmente conosco più di te le loro nefandezze in numero e in qualità da ben prima della loro indipendenza) ma non mi faccio influenzare dal fatto che appoggino o meno un tal personaggio, che IO valuto per ciò che è e per ciò che fa. La tua frase sulla legge del più forte non era una frase veloce ma ben inserita in un contesto ideologico espresso piuttosto chiaramente. Tale frase non mi fa pensare che tu sia pro-Cina, ma solo che giustifichi comportamenti prevaricatori e arroganti, soprattutto se provengono da una certa parte. "Carta canta" come diceva Di Pietro durante Mani Pulite.

andrea24

Ven, 22/06/2012 - 16:18

Per colpire la giunta Pisapia si possono trovare parecchi argomenti,molto più ragionevoli e fondati. Ancora per Fabius che pensa di vivere la Seconda Guerra Mondiale;ma perché non ti occupi dell'Afganistan o dell'Iraq? Tu ti occupi di Tibet e di Cina,non perché ti interessa il Tibet o la Cina,ma perché vivi di sponsor,non pensando che il Gran Ducato di Milano(o la Chiesa Cattolica) avrebbe più diritti nei confronti dell'Italia che non la propaganda americana "di comodo" nei confronti del Tibet. O pensi che un lettore debba bersi ad occhi ciechi la cittadinanza onoraria al Dalai Lama,dopo aver straparlato contro le moschee? Ma vai a berti una Coca Cola,che è sempre meglio di Tenzin Gyatso.

Fabius

Ven, 22/06/2012 - 16:24

Senza contare poi che il discorso degli imprenditori è ridicolo dato che io non rispondo di ciò che fanno loro, ma solo di ciò che faccio io. Certi discorsi classisti e di odio verso l'imprenditoria tradiscono il tuo background ideologico, fazioso e privo di competenza in ciò che dici; la storia e la geopolitica non si studiano per slogan come forse ti piacerebbe. Se vuoi ti posso consigliare alcuni libri anche se, essendoci parecchie pagine da leggere, e non poche righe come su google, magari non te la senti di leggerli per migliorare le tue (in)competenze e capire un po' più chiaramente cosa ti accade intorno e per quale motivo. Historia magistra vitae e tu non hai imparato nulla proprio perché non la conosci.

andrea24

Ven, 22/06/2012 - 16:27

Ancora per Fabius. Non giustifico nulla,la mia frase la devi leggere in un contesto della realtà che ci circonda,non come giustificazione. Per me il Tibet e il Dalai Lama in oggetto sono cose completamente diverse. Se non capisci il fatto che stiamo parlando di piani diversi,significa che sei tendenzioso.Il Dalai Lama riguarda più Cina e Usa che non direttamente Cina e Tibet.

Fabius

Ven, 22/06/2012 - 16:33

Cavolo, prima mi si cancella il post costringendomi a riscriverlo e poi invece mi riappare. Vabbé, confermo tutto comunque. Io vivo nel presente ma con la consapevolezza del passato. La propaganda americana nei confronti del Tibet mi lascia del tutto indifferente, perché io mi baso su fatti storici non su slogan come fai tu (ti lascio la coca cola che a me non piace, ma non perché non sia statunitense e Tenzin Gyatso ha più dignità nell'unghia del suo mignolo sinistro che in tutta la tua persona). Che ne sai tu di cosa mi interessa? Leggi nella mente? Cavolo, fichissimo! Insegnami subito per favore! :-D Mi sono anche occupato di Iraq e Afghanistan e pure di Ciad, Sudan e Nigeria. Come ho detto ho ben chiaro quanto accade intorno a me e mi informo non da giornali e siti di partito come fai tu, ma ora stiamo parlando di Cina e Tibet. Non svicoliamo quindi: qualora ci fosse altro per cui criticare la giunta attuale non mi tirerò certo indietro, ma nell'articolo si parla di questo.

Fabius

Ven, 22/06/2012 - 16:46

"Il Dalai Lama riguarda più Cina e Usa che non direttamente Cina e Tibet." Ah, è un dogma questo? Cavolo, dovrei tenerne conto in futuro! :-D Come ho detto io non guardo agli Usa ma invece al Tibet in sè e per sè e se ti facessi un giro a Dharamsala capiresti molte cose in più. Tu invece mi pare che sia condizionato dall'america molto più di quanto ammetti dato che la citi sempre e a sproposito. Se sei abituato a ragionare per sponsorizzazioni non credere che questa sia la realtà di tutti: ci sono persone abituate a ragionare con la propria testa e non perché hanno detto loro che così o cosà è giusto.

Lalla

Ven, 22/06/2012 - 16:47

Per Andrea24: lei è molto molto molto offensivo sia nei confronti del Dalai Lama, sia nei confronti di chi è PRO TIBET, come lo sono io (e, per fortuna, tanti altri, checchè ne pensi lei). Come può dire che la CocaCola è meglio del leader tibetano? Vada a vivere in Cina (o in Tibet se più le aggrada) con la polizia che sta fuori casa sua 24 ore al giorno per controllarla, oppure le cancella il blog in cui parla di libertà e di diritti umani...O forse è meglio essere prelevati e portati in prigione, spogliati, messi a nudo, e torturati in maniera orribile solo perchè addosso aveva una maglietta con scritto Free Tibet? Se vuole le elenco ogni tipo di nefandezza che questi signori fanno, sia di nascosto che pubblicamente!!! Non le è bastato la strage di Tienamnen? O l'arresto di centinaia di dissidenti, artisti, scrittori, musicisti??? Non le bastano tutti i monaci che si sono dati fuoco e sono stati picchiati dalla polizia? Rifletta su questo...e ci rifletta molto a lungo!!!

Maria Rosa

Ven, 22/06/2012 - 18:28

cari commentatori, fatevi un giro in via Sarpi. Anche gli annunci "affittasi" sono scritti solo e rigorosamente in cinese, come certi cartelli dell'AMSA ma ... non conoscendo la lingua non so dirvi cosa segnalino. A mio avviso un conto è il giro "economico", un altro quello "spirituale". Con le palle si gestiscono entrambi

andrea24

Ven, 22/06/2012 - 18:55

#28 Lalla (3)E chi ha soffiato sulla propaganda tibetana facendola diventare una questione politica anti-cinese nella sfera della "pro democrazia"? Perciò avevo detto che la questione tibetana è un altra cosa e con Tenzin Gyatso non c'entra ormai un fico secco,sperando che questo riusciate a capirlo,capendo anche il fatto che è pressoché impossibile vedere un Tibet senza Cina,prima come adesso.Voi vivete più di propaganda e di enfasi,piuttosto che di altro.Dal Treccani propaganda:"azione che tende ad influire sull'opinione pubblica".Senza propaganda sareste un pò meno tibetani,anzi un pò meno "pro-Tibet" e forse un pò più pragmatici e comprensivi della realtà. La chiave del Tibet è la Cina(non nel senso che si vuole giustifica la realtà cinese), non il marketing democraticista made in USA.Almeno prima di parlare dite da quale ambiente culturale venite. Tutto il resto sono fumi di parole, utopie e battibecchi inutili.Meglio la Pepsi,il Dalai Lama può nuocere persino alla salute.

Ritratto di dalton.russel

dalton.russel

Ven, 22/06/2012 - 21:47

Redazione: mi censurate la parola detta da Sciascia e poi date spazio ad un perfetto imbecille che ne incarna appieno le caratteristiche.Pare si faccia chiamare Andrea24. E che diamine, quando ci vuole ci vuole.Vedi cretino cosmico, 24 deve rappresentare il tuo Q.I., solo che hai omesso il segno meno davanti.Come a Bolzano quando il freddo è molto ma molto pungente.E' Dalton Russell ad incensarti.Figurati quando vuole offenderti. INSIDE MAN.

Fabius

Ven, 22/06/2012 - 22:54

Il Tibet è esistito come stato indipendente e sovrano dal 1912 all'invasione cinese. E senza il consenso degli USA, che sostanzialmente lo ignorarono. Più chiaro di così!

andrea24

Ven, 22/06/2012 - 23:55

Non si può pensare un Tibet senza Cina,indipendente e sovrano come Tu immagini. Hai compreso?E' quasi assurdo.Lo ignorarono pure gli Stati Uniti che lo consideravano "inizialmente" parte integrante della Cina. Quanti esempi si potrebbero fare,per riportare al contrario,anche su altri scenari,ciò che hai asserito al numero 32,cambiando colori e scena?Il Tuo è indipendentismo utopico. Una spinta indipendendista vi è sempre stata,questo è innegabile,anche prima del 1912,se è per questo,ma quella è un altra storia.Nessuno vuol difendere la Cina,spero che lo abbia inteso,questo.La cittadinanza onoraria al Dalai Lama è sponsor.La Cina vuole essere trattata da Stato sovrano.Cordialità.

Fabius

Sab, 23/06/2012 - 12:10

Seeee come no. Uno stato è esistito per 40 anni a prescindere e non poteva essere immaginato. Anche una Slovacchia senza la Boemia (ora Repubblica Ceca) era inimmaginabile, eppure... Porto altri esempi? Ecco qua: Slovenia, Croazia, Serbia, Montenegro, Macedonia. Ipotizzabili da soli? Meno che il Tibet senza la Cina, con la quale tra l'altro ha molte più differenze rispetto ai paesi summenzionati tra loro che, anzi, erano molto più organici gli uni rispetto agli altri. La Mongolia ha avuto la propria storia legata a doppio filo con Tibet e Cina e ha raggiunto l'indipendenza con modalità del tutto analoghe e nello stesso periodo. Com'è che la Mongolia sta ancora per i fatti suoi ed è considerato uno stato indipendente e sovrano a tutti gli effetti? Non sarà perché il governo di Ulan-Bator è sempre stato un'estrinsecazione di quello Cinese, del quale è sempre stato un fantoccio, contrariamente al Tibet, dove esisteva un governo democratico liberale ierocratico? Informati e studia.

Fabius

Sab, 23/06/2012 - 13:04

Artistico infine la dichiarazione di pisapippa quando ha detto: "Non accettiamo diktat da nessuno". E allora perché ti sei appecorato davanti al console cinese? In sintesi: terroristi in comune sì, cittadinanza al Dalai Lama no. Bello schifo. Ma verranno di nuovo le elezioni!

andrea24

Sab, 23/06/2012 - 13:57

Fabius,l'indipendentista utopista,pensando di emanare sapienza suole fare paragoni improponibili con lo scenario dei Balcani. Basta questo per farsi,prima,una risata,dopo,un pianto.Non sai quello che stai dicendo,anche relativamente al contesto balcanico e nella sua trasposizione a quello cinese.spero Tu riesca a comprenderlo,ma come ti chiami,visto che dici di essere uno storico ed evadi parecchie,ma parecchie cose,dalla geopolitica dell'Asia centrale,ai rapporti di forza tra le Potenze,dai rapporti di forza tra le Potenze, alla Sovranità e integrità nazionale(e politica) nell'ingranaggio di forze in Asia,e questo,rispettivamente alla questione dell'ingerenza straniera(anche USA) nei confronti della Cina. Questo e parecchio altro ancora.Puoi essere,certo, un indipendendista,non ti giudico per questo. Ma davvero ti appoggi alla figura di quel "Dalai Lama"?Contento tu...poi "democratico liberale ierocratico"(ti rendi conto della poltiglia di quello che scrivi?).

Fabius

Sab, 23/06/2012 - 15:20

Aspettarsi identiche condizioni geopolitiche in diverse zone del luogo sarebbe ridicolo ma per macrosistemi si può fare. Ex Jugoslavia: da una parte l'occidente e gli Usa (NATO); dall'altra abbiamo Mosca. Se possibile, il contesto geopolitico è (era) addirittura più complicato, dato l'ampio numero di nazioni bene o male coinvolte. Il Tibet non era di interesse per gli Usa fino a tempi relativamente recenti ed in ogni caso non ai tempi dell'invasione cinese. Ti ricordo che ai tempi gli Usa riconoscevano come legittimo solo il governo di Taiwan perché l'apertura avvenne nel 1972 (ricordi la partita di Ping Pong come scusa?). Ripeto: perché la Mongolia è ancora lì nonostante circostanze del tutto assimilabili a quelle del Tibet? Perché schiavi di Pechino. Cruda ma semplice realtà. Sono tante, troppe le cose di cui non tieni conto.

Fabius

Sab, 23/06/2012 - 15:29

Quanto alla definizione della tipologia di governo tibetano è attualmente considerata la più corretta dalla gran parte degli studiosi di Scienza Politica, contro la dizione antecedente di "teocrazia". Se per te è un concetto complicato da comprendere, beh, il problema è solo tuo. Condannare una definizione solo perché non la si capisce è un comportamento che unisce presunzione ad ignoranza, connubio sempre pericoloso. Io non sono indipendentista: sono per il rispetto dei popoli e la Cina si sta macchiando di atroci delitti contro l'umanità dai primi anni '50. Non è soffiare sulla propaganda tibetana far sapere al mondo del massacro etnico e culturale che si sta consumando in quel posto e che tu fai finta che non esista. E fin dal 1959 con il massacro di 65mila persone e la deportazione di altrettante nei laogai. La differenza ora tra te, lecchino servo dei poteri forti e me, favorevole ai diritti dei popoli è che tu godi della pochezza del tuo sindaco, io invece sono solo schifato.