Pisapia va, ma senza fascia alla cerimonia per Ramelli

Il sindaco al cippo dedicato allo studente del Fdg Però si dimentica il consigliere del Msi Pedenovi

(...) che l'amministrazione di Gabriele Albertini aveva deciso di dedicare a Ramelli. Non una manifestazione di partito, dunque, e nemmeno quella rituale organizzata ogni anno da quel lontano e terribile 1975 dalla variegata galassia della destra. Ad accogliere Pisapia ieri ai Giardini Ramelli c'erano il presidente dell'assemblea di Fratelli d'Italia Ignazio La Russa che al suo fianco ha ricordato l'iscrizione sulla lapide, offrendo «questa morte alla pacificazione nazionale». Presenti anche il consigliere comunale di FdI Marco Osnato, il segretario del Pd Pietro Bussolati e il vice presidente del consiglio comunale Riccardo De Corato che con La Russa e Ramelli quegli anni di piombo li ha vissuti. E forse per questo ha avuto parole parecchio dure. «Pisapia - ha detto De Corato - si è presentato oggi alla commemorazione di Sergio senza la fascia tricolore. Era la sua ultima occasione e l'ha sprecata. Era anche la sua ultima occasione per dare un segnale forte ai centri sociali che per cinque anni hanno vissuto a Milano da padroni. Invece l'amministrazione arancione finisce così, senza portare la fascia tricolore alla commemorazione di un ragazzo che è stato massacrato da militanti di Avanguardia operaia. E senza che lo stesso Pisapia sia mai venuto alla commemorazione di Enrico Pedenovi». Davanti a quella targa che in viale Lombardia che ricorda il consigliere provinciale del Msi ucciso nella sua auto con proiettili sparati in faccia a bruciapelo da Prima Linea».

Sul cippo ha deposto dei fiori anche l'assessore regionale Viviana Beccalossi. «Forse - il suo ricordo - è destino che gli uomini di coraggio vengano uccisi dai vili». Per l'onorevole Massimo Corsaro «dall'altra parte, i conti con la storia non hanno voluto mai farli. Perché altrimenti, a distanza di quarantuno anni, troverebbero anche loro vergognoso che uno dei componenti di quel commando sia oggi primario all'Ospedale Niguarda. E che tutti gli assassini di Sergio, condannati a pene comprese tra i 6 ed i 10 anni, non abbiano praticamente fatto un giorno di galera e siano anzi diventati professionisti affermati, coltivati e coccolati nella bambagia dei salotti della Milano-bene».

Ieri in serata la messa per Ramelli celebrata nella chiesa dei santi Nereo e Achilleo e poi il concerto per ricordarlo. Prima della passeggiata per arrivare sotto casa, lì dove le chiavi inglesi gli sfondarono il cranio. E dove anche quest'anno mamma Anita ha salutato dal cielo e non dalla solita finestra.

Giannino della Frattina

Commenti

blackindustry

Sab, 30/04/2016 - 21:30

Onore a Sergio Ramelli, assassinato per la sua fede politica, mostrando al mondo che in Italia i criminali possono evitare la galera e spesso poi fanno pure carriera.