Piste a pezzi? Ora ci pensino i politici ciclisti

Un paio di settimane fa, era il 10 luglio, duecento ciclisti milanesi sono arrivati in bicicletta davanti a Palazzo Marino suonano i campanelli. Una «sveglia» al sindaco, a cui hanno consegnato una lista delle proposte per rendere meno pericolosi gli spostamenti in bicicletta. Qualche giorno prima si era verificato l'ennesimo incidente mortale, l'avvocato Franco Randone era stato travolto in bici da un camion diretto al cantiere della M4 in via De Amicis. Allora Beppe Sala ha promesso di organizzare un incontro con le associazioni, ad oggi non le ha ancora convocate. In compenso si è costituito in consiglio comunale proprio due giorni fa l'intergruppo degli «amici della bicicletta». Basterebbe che iniziassero a promuovere una campagna per la difesa delle piste ciclabile, assediate dai camion, dalle auto posteggiate in sosta selvaggia, «ammaccate», interrotte a volte da pali o panettoni stradali, senza una logica. Nelle foto pubblicate in prima pagina, 4 casi emblematici. In senso orario: la pista di via Padova eternamente invasa dai tir per il carico e scarico merci, quella tra via San Marco e Moscova dove i pali di pietra interrompono la pedalata, c'è la pista di via Molino delle Armi «cancellata» dai cantieri della M4 e quella di via Dudovich, chiusa da sei anni con i jersey. Gli esempi non si contano.

E ora chissà che qualcosa si muova dall'alleanza tra le associazioni dei ciclisti e il gruppo degli «Amici delle bici» a Palazzo Marino. Si tratta di una formazione bipartisan, aderiscono una ventina di consiglieri, da Carlo Monguzzi, Diana De Marchi e Alice Arienta del Pd, a Paolo Limonta di Insieme x Milano, Elisabetta Strada della lista Sala, Patrizia Bedori dei 5 Stelle o Alessandro De Chirico, vicecapogruppo di Forza Italia. Due giorni fa il primo incontro con le associazioni (tra le altre, Ciclobby, Ciclopryde, Massa Marmocchi, un gruppo di bike messenger). «Si sono resi disponibili a raccogliere le nostre esigenze e trasformarle in mozioni e delibere da votare in aula - spiega Marco Mazzei di Massa Marmocchi - ora sta a noi stimolarli con proposte snelle e ricevibili dal punto di vista operativo». Prossimo incontro a metà settembre.