Poligamia, l'imam insiste Sala prende le distanze ma il Caim è vicino al Pd

Piccardo esulta: «Toccato un nervo scoperto» Il sindaco si smarca, il centrosinistra è in tilt

Alberto Giannoni

Non fa passi indietro Hamza Piccardo, l'imam che ha proposto la poligamia in Italia. Anzi, con soddisfazione rivendica di aver toccato «un nervo scoperto» della nostra concezione del mondo. È compiaciuto il fondatore dell'Ucoii, nel vedere il «putiferio» (lo definisce «tanto grottesco da essere perfino divertente») scatenato da quella che definisce «una semplice considerazione di filosofia del diritto». «Abbiamo osato quello che non si aspettavano da noi - gongola - che li guardassimo in faccia, invece di abbassare gli occhi».

E le reazioni sono state molte e di segno diverso. Molti musulmani hanno preso seriamente la proposta. Al contrario, la parte più avveduta dell'islam, ha preso le distanze. È il caso dell'imam Yahya Pallavicini, presidente della Coreis, la Comunità religiosa islamica che ha sede in via Meda. «Ridicola provocazione» ha detto. Sul fronte politico, invece, un imbarazzatissimo Pd ha lasciato a Pierfrancesco Majorino (esponente della sinistra interna) il commento. «È folle»- ha detto l'assessore». Il sindaco si è sentito in dovere di intervenire, forse perché la teoria di Piccardo sui «diritti civili» prende le mosse delle unioni civili da lui celebrate a Palazzo Marino. Sala ha preso nettamente le distanze. «Condivido molto poco del suo pensiero - ha detto Sala - certamente non le recenti dichiarazioni sulla poligamia». E «non ho certo un rapporto privilegiato con il signor Piccardo, proprio no».

Forse per Sala può dirsi vero, ma il centrosinistra milanese è legato a doppio filo al Caim di Davide Piccardo, figlio di Hamza, che ha mostrato di condividere (legittimamente, dal suo punto di vista) le posizioni del padre. Intanto è noto che consigliera del Pd Sumaya Abdel Qader è responsabile cultura del Caim. Lo stesso Piccardo junior è stato candidato alle Comunali del 2006 con Sel. E anche il responsabile legale del coordinamento, Reas Syed, è stato candidato per il Pd alle Regionali 2013. Senza contare che una delle sponsor di Sala, Lia Quartapelle, milanese e capogruppo Pd in commissione Esteri (qualcuno la inseriva nel toto ministri ala Farnesina) è stata invitata dalla «moschea» di Cascina Gobba, aderente al Caim. Sono passate solo poche settimane, inoltre dal giorno in cui la vicesindaco Anna Scavuzzo, renziana doc, ha fatto visita al Caim riunito all'Arena per celebrare la fine del Ramadan. E pochi giorni fa ha ricevuto Piccardo in Comune per uno dei suoi incontri con le comunità religiose. Tutte iniziative legittime ma altrettanto discusse, per esempio da Maryan Ismail, che è uscita dal Pd proprio perché - a suo dire - ha scelto come interlocutore la parte più «oscurantista dell'islam». Il tentativo - nel centrosinistra - di prendere le distanze da un certo islam, dunque, sembra anche per questo tardivo e maldestro.

Commenti

blackindustry

Lun, 08/08/2016 - 17:41

Le vergognose vicinanze tra la sinistra italiana e l'Islam stanno venendo a galla, come quella cosa marron che galleggia. E nessuno insorge per difendere i diritti costituzionali, perche' di mezzo c'e' l'islam, il nuovo comunismo di cui i compagni erano miseramente orfani dal 1991.