Una porta dell'Expo da 3 milioni

La prima piramide verrà inaugurata l'8 maggio, esattamente tra due mesi. Stiamo parlando della «Tour Eiffel dei poveri» come l'ha ribattezzata il critico d'arte e volto tv Philippe Daverio, ovvero la struttura di accoglienza in via di realizzazione in largo Beltrami. Expo Gate, il progetto vincitore del concorso di progettazione a inviti, sarà appunto la porta di Expo, ovvero il primo contatto che milanesi e turisti avranno con l'esposizione universale. La struttura in ferro e vetro firmata dal team di Scandurrastudio, che ha sbaragliato altri 24 studi di architettura, fungerà appunto da punto informativo e di incontro e partecipazione.
Il disegno dell'Info Point si articola in due padiglioni - installazione temporanee che si affacciano su una piazza centrale, «il luogo dell'informazione più diretto - recita la relazione di Scandurrastudio -. Le strutture all'esterno sono pensate per poter accogliere diversi tipi di comunicazione, immagini, stendardi, bandiere, grafica luminosa. Due grandi vele schermo saranno il supporto per continue trasmissioni di informazione in tempo reale. Le attività ospitate all'interno dei padiglioni sono divise dallo spazio pubblico esterno da vetrate che le lasciano visibili».
Lo spazio interno è stato pensato come duttile, saranno le funzioni a stabilire la gerarchia degli spazi. «Una grande macchina di comunicazione in movimento che sarà costantemente accesa da attività e da immagini e informazioni». Sotto le piramidi del Louvre in salsa meneghina saranno ospitati il centro di informazione Expo, uno spazio espositivo, una sala conferenza da circa 60 posti, un book shop e un negozio di merchandising, una sala dedicata a laboratori per bambini, un bar e un magazzino. A gestire gli eventi, le conferenze, le mostre e l'organizzazione della macchina informativa sarà la Triennale di Milano: la società Expo 2015 spa sta, infatti, vagliando in questi giorni l'offerta di viale Alemagna.
L'Info Point costa complessivamente 3 milioni di euro. Per sei mesi di evento. Il contratto prevede che la struttura sarà smantellata al termine di Expo. E così è stata concepita: «il progetto è stato anche premiato per il suo carattere sostenibile - si legge nelle motivazioni - e per la rapidità del suo sistema di realizzazione. Il sistema costruttivo proposto è molto elementare e soprattutto leggero».
Che fine farà? Dove verrà messo una volta smontato? Spetterà all'amministrazione decidere il da farsi. La Tour Eiffel è ancora lì... E Milano non vanta precedenti gloriosi in questo settore. Un caso scuole (da evitare) fu quello della tensostruttura dei Mondiali '90. Il centro stampa allestito a San Siro per i Mondiali del 1990, servì allo scopo per un paio di settimane, nelle intenzioni del Comune avrebbe dovuto avere una seconda vita visto anche il costo (3 miliardi di euro). Risultato: nel 1992 Palazzo Marino spese altri due miliardi di euro per trasferire il tendone lunga 90 metri e largo 40, in via Uccelli di Nemi, alla Barona, dopo una lotta «fratricida» tra i consigli di zona per aggiudicarselo. Vinse la zona 16 che ereditò un grande centro per il degrado.