Porta Nuova si allarga verso Corso Como L'ex torre Unilever ha un futuro hi-tech

Il gruppo di Catella investe 200 milioni per unire Garibaldi a viale Pasubio

Michelangelo Bonessa

Costruire non solo edifici, ma parti di città con una prospettiva. Manfredi Catella, fondatore e ceo di Coima sgr, spiega così la sua visione mentre presenta un altro pezzo del progetto della rigenerazione urbana partito con Porta Nuova. Un investimento da 200 milioni di euro, finanziato da BPM, per rifare l'ex sede Unilever di via Bonnet aggiungendoci un edificio per il terziario. Un altro tassello da 22mila metri quadrati che va a congiungere la zona intorno a piazza Gae Aulenti con la via Pasubio della sede Microsoft e della Fondazione Feltrinelli. E un altro passo per un «sistema che cambia verso la pedonalità» come ha sottolineato l'assessore comunale all'Urbanistica Pierfrancesco Maran. Alle imprese, che già in questi anni si stanno concentrando nella zona, il gruppo che ruota intorno a Catella offre un'idea di immobiliare simile a quella che nella telefonia ha lanciato l'idea di smartphone, visto che come ha ricordato lo stesso imprenditore «nell'edilizia si usano meno tecnologie di quanto non si faccia in altri campi»: funzionalità come le sale riunioni controllabili dal bluetooth, alta resa energetica (l'edificio di via Bonnet per il 60 per cento si alimenterà con le rinnovabili), sensori ogni dieci metri per rilevare umidità, qualità dell'aria, impatto della luce solare, o semplicemente aiutare a orientarsi nel palazzo. Corso Como Place, questo il nome del progetto dell'architetto Lee Polisano, prevede oltre alla riqualificazione della torre, l'eliminazione della recinzione con l'apertura della zona a livello strada al pubblico e una struttura da 4mila metri quadrati con funzioni commerciali e terziarie. L'idea su cui ruota il piano di rigenerazione è infatti, come spiegato da Polisano, portare «l'energia della zona circostante a circolare» anche intorno ai 21 piani della torre che sarà un esempio di tutte le tecnologie edili più avanzate. Puntando a creare all'interno dell'area una costruzione in grado di ottenere l'International WELL Building Certificate, documento che valuta il modo in cui il design, i servizi e i comportamenti all'interno degli edifici influiscono positivamente sulla salute delle persone in base ai criteri di benessere psicofisico, comfort, movimento e qualità della luce, dell'alimentazione, dell'acqua e dell'aria. Elementi che le imprese potranno utilizzare per migliorare anche le performance dei propri dipendenti al lavoro nei nuovi uffici di via Bonnet. Ed è solo l'inizio perché l'espansione del progetto, grazie anche alle sinergie tra pubblico e privato già avviate dal 2005 a oggi, è diretta verso un allargamento della zona di rigenerazione: da un lato verso lo scalo Farini e dall'altro lungo l'asse di Melchiorre Gioia fino a piazza Greco. Uno dei prossimi tasselli che andrà al suo posto sarà il parco di dieci ettari al centro del piano Porta Nuova che aprirà i battenti entro fine ottobre: fino ad ora è stato necessario attendere che le piante solidificassero le radici visto che sarà un parco aperto e senza recinzioni.