«Porto da Genova ai Navigli la goletta che amava Fellini»

Ex campione di pesca vuole far rivivere O' Remington: «Ci veleggiarono grandi attori, ne farò un ristorante»

Antonio Bozzo

«Non posso stare lontano dal mare di Varazze: dopo due giorni mi viene addosso un'inquietudine che sembra quella di Ismaele, il baleniere di Moby Dick. Ma la Darsena di Milano la sogno di notte e ci arriverò in barca a vela». In barca a Milano? Sta scherzando? «No, non scherzo. Se tutto va bene salgo lassù con O'Remington, la goletta di 24 metri di Fellini e Mastroianni. Ora è a Genova, ferma in una rada. A Milano tornerà a splendere, confido anche nella guida ultraterrena del grande regista e di un attore indimenticabile, oltre che di principi, conti e personaggi famosi che vi hanno navigato».

Siamo di fronte a Davide Petrini, 48 anni, uomo di mare campione di pesca subacquea in apnea («se ha tempo le racconto delle mie gare in Cile: trenta ore di aereo per arrivare sulla costa dell'Atacama, il deserto più caldo del mondo») e che gestisce a Varazze il magnifico ristorante Pesce Pazzo: pesce pescato dalla Cooperativa nel mare lì davanti, cucinato freschissimo e servito su un pontile del porto. Petrini è conosciuto anche dai telespettatori: collabora con Tessa Gelisio per «Pianeta mare» ed è un pozzo di scienza ittica: conosce tutti i segreti di cernie, ombrine, spigole, acciughe, gamberi. «I pesci - dice - hanno sapori diversi a seconda delle stagioni. Ma vaglielo a spiegare a chi si siede in un ristorante».

Petrini, non le basta tutto questo? Che c'entra Milano?

«C'entra. È la città più vivace e curiosa d'Italia. Apprezzerà la mia goletta ormeggiata in Darsena e trasformata in un piccolo ristorante di pesce, zona per aperitivi e persino due o tre camere-cabine per dormirci. Ho preso contatti, spero che il sindaco Sala, molto decisionista per Expo, sposi l'idea. Trasportare la goletta a Milano è l'ultimo dei problemi: come ci è arrivato il sommergibile Toti, ci arriverà anche questa fantastica barca».

Ecco, ci racconti della barca. Che ci facevano Fellini e Mastroianni a bordo?

«Si divertivano, pensavano, progettavano. Magari andavano con donne, la Ekberg, Catherine Deneuve, Sandra Milo, la Masina, non so. La goletta, quando cominciarono a frequentarla, era ormeggiata nel Tevere, ma si spingevano fino a Ponza e al Circeo. O'Remington si chiama così perché apparteneva a lord Remington, dal 1963. Nei primi anni - è stata costruita nel 1946 dai cantieri Di Donna a Castellamare di Stabia - portava botti di vino nelle isole. Con Remington navigava tra Capri e la Costiera Amalfitana, carica di belle donne e di aristocratici. Quante ne ha viste!».

E quante ne vedrà a Milano, vero?

«Lo spero. Il mio è un sogno. Ora la barca è a Genova, in vendita per 230 mila euro. Appartiene a una banca, che l'ha affitata per anni e vuole sbarazzarsene. Per me è stato amore a prima vista. Va messa a posto, ristrutturata per bene. Me la vedo, scintillante, ormeggiata a Milano, con una murata verso il molo della Darsena. Finita l'estate, metto a punto il progetto nei dettagli, spero tutto vada in porto».

Farà anche piatti dedicati a Fellini e Mastroianni?

«Potrebbe essere un'idea, qui a Varazze ho cuochi bravi e giovanissimi. Con loro inventerò qualcosa per il palato dei milanesi».