Preghiera al Palasharp anche a settembre

Avviso per i residenti di viale Jenner: i marciapiedi saranno nuovamente occupati da centinaia e centinaia di musulmani prostrati in preghiera verso la Mecca. L’istituto di cultura islamica rioccuperà viale Jenner per la preghiera quotidiana del ramadan: tanto, dicono, «avviene di sera e non ha lo stesso flusso di quella del venerdì». Dunque, da venerdì primo settembre ritorneranno disagi e problemi.
Nel frattempo per partecipare alla preghiera davanti al «mihrab», quella per intenderci che si svolge ogni venerdì dalle 12 alle 15, i musulmani occuperanno il Palasharp non solo ad agosto, ma pure a settembre. Prolungamento (con ostacolo nella festa del Pd prevista dal 28 agosto) in attesa di «individuare una soluzione temporanea ma di più lungo periodo» come la definisce il prefetto Gian Valerio Lombardi. Che, poi, è l’accordo trovato ieri dalle istituzioni al vertice sul tema, dove è tramontata l’ipotesi del trasferimento della moschea sull’area dell’ex Paolo Pini perché «è una proprietà frazionata» ovvero «l’ipotesi presenta troppi problemi».
Valutazione del prefetto, pronto ad «agevolare un percorso che vada bene anche alle esigenze dei fedeli» ossia senza «preclusioni sullo strumento» per il trasferimento del centro islamico. Trasloco che, chiosa il presidente della Provincia Filippo Penati, deve vedere gli islamici protagonisti attivi: «Si rimbocchino le maniche per trovare una soluzione. Lo chiediamo alla comunità islamica di fare proposte e attivarsi se viole riunire il centro islamico con il luogo di preghiera».
Area che, annota il vicesindaco Riccardo De Corato, «non potrà comunque essere in una zona urbanizzata»: «Il modello è la moschea di Segrate, fuori dal centro abitato e servita da collegamenti viari. A questo punto ci attendiamo che siano gli stessi rappresentanti del centro islamico a indicare l’ubicazione sulla quale verranno poi fatte le necessarie verifiche di adeguatezza». E come ricorda l’assessore lombardo all’Urbanistica Davide Boni «le regole urbanistiche e sanitarie dovranno essere rispettate»: «Non accetteremo né ricatti sui numeri né che l’onere di trovare una soluzione ricada sulle amministrazioni locali». Messaggio inequivocabile: non ci saranno né corsie preferenziali per le procedure amministrative né regali pubblici.
Nessuno sconto, anche se la scelta di celebrare la preghiera del ramadan ancora in viale Jenner non è certo «segno di rispetto verso chi ha già sopportato disagi e problemi» conclude amaramente Boni.