«Premio Brera» per Ranieri, Berlusconi e Squinzi

Il titolo di «sportivo dell'anno» ai due presidenti e al «mister» che ha stupito l'Inghilterra

Si è svolta ieri sera al teatro Dal Verme la sedicesima edizione del Premio Brera sportivo dell'anno. Ed è stata come sempre ricca di personaggi carismatici e di storie di sport affascinanti nel segno e nella continuità di una cultura dello sport che è quella che Brera ha sempre raccontato». Nella serata presentata dal giornalista Mediaset Mino Taveri, a cui sono intervenuti tra gli altri l'assessore allo sport della Regione Antonio Rossi e il questore Antonio De Iesu, sono stati premiati il presidente del Milan Silvio Berlusconi (ha ritirato il premio il fratello Paolo, vicepresidente della società rossonera con il capitano di sempre Franco baresi) per un'avventura ricca di successi che in 30 anni ha cambiato la storia del calcio mondiale. Claudio Ranieri, allenatore del Leicester campione d'Inghilterra per una stagione che ha sovvertito ogni pronostico e fatto sognare una città intera. Giorgio Squinzi, presidente del Sassuolo squadra rivelazione ma anche esempio di come un progetto italiano possa diventare una realtà che guarda avanti nel tempo. Fabio Basile, oro nel judo alle Olimpiadi di Rio, Francesca Porcellato, plurimedagliata atleta paralimpica, i fratelli Dematteis, campioni di corsa in montagna, Federico Arnaboldi, promessa del tennis italiano, Elisa Balsamo, campionessa mondiale di ciclismo juniores, i rappresentanti dell'Hockey Lodi e della Nazionale italiana femminile di pallanuoto (argento alle Olimpiadi di Rio). Ideato e organizzato dal Circolo Culturale i Navigi il «Premio Gianni Brera» è nato con l'intento di promuovere nel tempo gli insegnamenti e la memoria di quel grande scrittore del nostro tempo che fu «Giuanfucarlo» affinché continuasse negli anni a essere di esempio e ispirazione. Per questo motivo, a partire dal 2001, ogni anno il Circoloattribuisce un Trofeo e Riconoscimenti speciali ad atleti e sportivi che si sono distinti sia per i risultati ottenuti sul campo, con particolare attenzione al modo con cui hanno affrontato le loro sfide, sia per il loro contributo alla promozione di una immagine dello Sport come sarebbe piaciuta anche a Brera.