Presa gang di ladre rom che hanno razziato la casa del sindaco Sala

Tre giovani eleganti specializzate in furti; svaligiata anche la casa di un magistrato

A tradirle è stata un'impronta lasciata sull'anta di un armadio. Le «pantere dei furti», questo il nome datogli dagli investigatori, sono il trio di rom che avrebbe razziato la casa del sindaco Giuseppe Sala in zona Brera a fine maggio. E, non paghe, pure quella di un magistrato in corso Monforte. Un terzetto composto da due diciannovenni e una minorenne.

Era il 27 maggio quando il primo cittadino si è accorto del furto. Subito sono scattate le indagini che gli investigatori hanno spiegato essere standard. Volanti, polizia scientifica, indagini sul territorio e analisi delle immagini delle videocamere di sorveglianza. Le difficoltà non sono state poche, hanno sottolineato gli investigatori, ma sono serviti il supporto dei cittadini e «l'enorme perizia della polizia scientifica» ha precisato Maria Josè Falcicchia, dirigente della Questura. Il supporto dei milanesi è servito per «individuare la fascia oraria di interesse, partendo da lì sono state avviate indagini ad ampio raggio su tutto il centro cittadino».

Grazie allo studio delle immagini delle telecamere di sorveglianza i poliziotti hanno ricostruito il percorso delle presunte ladre, notando che si erano insinuate anche in altri palazzi del centro senza però commettere intrusioni in appartamenti.

Intanto arrivavano i risultati dalla scientifica che hanno permesso di identificare Beltrame Gina, 19 anni, una cittadina di origine tedesca di etnia rom con residenza in provincia di Varese ma di fatto senza fissa dimora.

Mentre si elaboravano queste informazioni, intorno al 2 di giugno gli uomini della Questura si sono dispiegati nel «terreno di caccia» della banda e hanno fermato nel pomeriggio in zona Porta Vittoria tre donne, una di queste «indiscutibilmente collegata al furto del 27 maggio» le altre due sono fortemente indiziate. Le tre «per quanto un po' griffate, un po' ben vestite, molto giovani e curate, c'è da dire che sono tutte di etnia rom - ha spiegato Falcicchia - tutte hanno dichiarato di vivere nei campi» ma non risultavano dai censimenti di Baranzate e Monte Bisbino.

Nel corso della notte una di queste dice di abitare nel campo di Monte Bisbino, ma non risulta dal controllo della polizia. Proprio durante il controllo nel campo ha squillato il cellulare della donna identificata: incrociando il segnale con le celle telefoniche gli investigatori sono arrivati davanti a una villetta di Bollate. Quando hanno suonato il campanello ad aprire è arrivata proprio la donna che aveva lasciato l'impronta sull'armadio del sindaco Sala.

Nella casa sono state trovate centinaia di borse griffate e usate, la seconda presunta ladra che mancava all'appello e un'altra donna che è risultata colpita da un ordine di custodia cautelare per furto in appartamento. La Beltrame aveva con sé un bambino di dieci mesi ed era già incinta di altri sette mesi. «Da quello che è emerso ispezionando direttamente i posti, si trattava di una villetta utilizzata come base logistica - ha affermato Falcicchia - quelle fermate in Porta Vittoria erano passate di lì, ma alla resa dei conti neanche si conoscevano; abituate a dividersi tra Milano e Parigi trovavano in questo posto una base, ma senza per altro grosse connessioni» a parte la specializzazione in furti in appartamento.

Ladre di una certa eleganza secondo la polizia, anche nei modi. Anche se colpivano in maniera del tutto casuale, sfondando le porte in maniera rudimentale e prendendo solo vestiti e gioielli. Le indagini che hanno portato a sgominare la banda che lavorava tra Francia, Liguria e Lombardia sono state seguite dal procuratore aggiunto Laura Pedio.

Questo genere di reati, sottolinea la Questura, sono tra quelli che più influiscono sulla percezione di insicurezza dei cittadini, perciò si sta cercando di limitare il fenomeno: «Mi piace ricordare che nel 2017 l'Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura ha arrestato oltre 107 persone per questa tipologia di reato - ha precisato Maria Josè Falcicchia - ad oggi i dati per i furti in appartamento sono in totale regressione».

Commenti

MPP

Mer, 06/06/2018 - 18:02

E di quelli arrestati quanti sono rimasti in carcere?

MPP

Mer, 06/06/2018 - 20:27

Dimenticavo: quando le stesse hanno rubato da noi era solo un furto "percepito"... Al sindaco? Un furto "vero"!

MPP

Mer, 06/06/2018 - 20:29

Poi ci si meraviglia se il PD viene fagocitato da M5S e Lega. Speriamo solo che Salvini, una volta assaggiato il potere, tenga fede alle promesse. Avrà di sicuro il mio voto, se lo fa.