Preso in Spagna l'altro killer dei due albanesi uccisi nel 2012

Gestione del territorio per lo spaccio di droga, regolamenti di conti e vendette di vario genere. Quella di Maurizio Archinito, 26enne di Magenta e di suo fratello Mattia è una storia criminale che si muove lungo queste coordinate. Maurizio è stato catturato nel primo pomeriggio di ieri dai militari della sezione «Catturandi» del nucleo investigativo del comando provinciale di Milano guidata dal capitano Marco Prosperi nella spagnola Sabadeli, a una trentina di chilometri a nord di Barcellona. Archinito era sparito dalla circolazione dopo che era stato condannato all'ergastolo, insieme a Mattia, per duplice omicidio messo a segno nella notte tra il 15 e il 16 dicembre in viale Mazzini, ad Abbiategrasso, di zio e nipote albanesi, il 51enne Alban Medha e Ndue Bruka, 27 anni, freddandoli con una raffica di colpi partiti da una calibro 12.

Le due vittime furono freddate con colpi di calibro 12. Gli Archinito ce l'avevano con i due albanesi non solo per ragioni legate alla droga ma anche perché zio e nipote avevano rubato a casa dei loro genitori, portando via gioielli di famiglia e lasciando un vibratore nel letto dei due coniugi, un gesto ritenuto profondamente offensivo dai fratelli. Per il duplice omicidio Mattia, che aveva confessato, con il rito abbreviato venne condannato all'ergastolo mentre Maurizio fu assolto per poi essere condannato in appello alla massima pena. Il suo legale presentò ricorso in Cassazione contro la sentenza di secondo grado a marzo 2018, che venne riconosciuto in un primo tempo con la sospensione della misura cautelare ma rigettato 4 mesi dopo con la conferma della sentenza di appello, l'ergastolo. A quel punto però Archinito era già scappato. lo hanno catturato ieri i carabinieri del capitano Prosperi, che gli stavano addosso da un po'.