Preso il violentatore della tredicenne In passato già 20 abusi

Fermato un barman italiano quarantenne Aveva già scontato otto anni per altri stupri

Cristina Bassi

Quando si è presentato in Procura con l'avvocato per costituirsi, era già braccato da 150 poliziotti che setacciavano metro per metro una manciata di vie intorno a casa sua. Si chiama Edgar Bianchi e ha 40 anni l'uomo ritenuto responsabile della violenza sessuale di mercoledì pomeriggio su una 13enne in zona Gambara. Ha molti precedenti penali per aggressioni simili sempre ai danni di ragazzine. È un pedofilo violentatore seriale.

Gli agenti della Squadra mobile sono intervenuti nel palazzo della vittima intorno alle 20 di due giorni fa. Nel primo pomeriggio l'adolescente era stata pedinata dall'uomo nel tragitto da scuola e seguita fin dentro l'androne. Sul pianerottolo del piano a cui abita la famiglia della giovane le si era avventato addosso palpeggiandola e molestandola. L'agguato sessuale è durato pochi minuti. Bianchi era già noto alle forze dell'ordine. Ha alle spalle una condanna a 12 anni di carcere per venti violenze sessuali commesse a Genova. Le sue vittime erano tutte giovanissime, molte avevano meno di 14 anni. Anche il modo in cui colpiva era lo stesso: seguiva una ragazzina scelta a caso per strada, entrava nel palazzo con lei e la aggrediva. Palpeggiava, minacciava o imponeva un rapporto. Aveva iniziato nel 2004 ed era soprannominato «il maniaco dell'ascensore». Ha scontato otto anni, è uscito nell'agosto del 2014. Un metro e ottanta, atletico, fa il barman per un'azienda di catering e da qualche tempo viveva a Milano. Secondo una perizia psichiatrica del vecchio processo, soffre di «narcisismo istrionico con tendenze sadiche».

Bianchi è stato identificato dalla Mobile, guidata da Lorenzo Bucossi, in 24 ore. Il pm Gianluca Prisco ha disposto il fermo. Gli inquirenti hanno lavorato tutta la notte e tutta la mattinata. Le Volanti hanno battuto le vie della zona, la Polmetro ha controllato i passeggeri, la Scientifica ha raccolto impronte e tracce biologiche sul pianerottolo della vittima. Quando il legale di Bianchi ha telefonato in Procura, nome e curriculum criminale erano già sul tavolo del pm.

Anche la ragazzina violentata, che è stata assistita dal Servizio anti stupro della Mangiagalli, aveva dato una descrizione molto precisa del suo aggressore. In particolare aveva detto che portava un tutore al ginocchio. Gli agenti della Mobile hanno passato in rassegna le immagini delle telecamere di sorveglianza della metro e delle strade. Il confronto con un abbonamento Atm passato ai tornelli di una stazione è stato decisivo.

Il violentatore seriale si trova in carcere in attesa dell'interrogatorio del gip e della convalida dell'arresto. Gli investigatori hanno fatto partire le verifiche su possibili connessioni con casi di aggressioni sessuali simili avvenute in città di recente e rimaste senza un colpevole. L'ipotesi è che Bianchi abbia colpito altre volte. La speranza è quella che le eventuali vittime, ora che sono emerse la descrizione del sex offender e le modalità con cui agiva, si facciano avanti. Soprattutto ci si concentrerà nelle indagini sul tentato stupro di una bambina straniera di sei anni avvenuto alcuni giorni fa in zona Sarpi, che ricorda i fatti di Gambara per come si è svolto. Non è escluso che i due episodi siano collegati, anche se al momento non sarebbero emersi elementi in tal senso.