Pressing su Lerner Caccia al piano b per frenare la fuga

Balzani non guiderà la lista arancione Ora Sel, verdi e comitati sono nel caos

Chiara CampoCi sono le dichiarazioni formali. Quelle che Francesca Balzani ha rilasciato ieri mattina a Radio Popolare per spiegare che rinuncia sì a guidare una lista arancione che freni la fuga di Sel, comitati civici e Verdi dalla coalizione, ma la sua non è una rottura con il candidato sindaco del Pd Beppe Sala. «Tutt'altro - assicura agli ascoltatori di sinistra -, sono pronta a lavorare sul programma, farò campagna con lui. Riduciamo sempre il dibattito politico su questioni di incarichi, caselle, liste. Non è cosi, parliamo di contenuti». E poi ci sono gli sfoghi forse più veri, che descrivono la situazione per quella che è. Tesissima. La vicesindaco due sere fa nella riunione in cui ha escluso definitivamente l'ipotesi di guidare la «lista Balzani» per Sala è stata dura sia nei confronti del manager, che è rimasto praticamente in stallo per un mese, sia (o soprattutto) nei confronti dei segretari locali del Pd: ha riferito che nonostante la situazione fosse critica non le rispondevano neanche al telefono, e non hanno voluto dare il giusto peso al suo progetto a sinistra del partito. Dalle parti del Pd e del manager raccontano invece un'altra storia, che la vice avesse cercato di giocare su più tavoli e non si fosse rassegnata alla sconfitta delle primarie. Da un lato il suo passo indietro viene vissuto come una liberazione. Alle 9 del mattino ieri su Facebook il segretario Pd Pietro Bussolati scriveva già: «Grazie a Francesca per aver fatto chiarezza e per lo spirito di squadra. Sono certo darà un grande contributo al centrosinistra e a Sala. Ora voltiamo pagina». Dall'altra, è chiaro a tutti che la situazione a sinistra ora rischia di implodere. Sel, comitati e verdi si sono riuniti separatamente ieri sera e si ritroveranno in assemblea lunedì prossimo per decidere come proseguire. In mezzo, domani, un incontro con Sala. Il loro impegno a rimanere nella coalizione era legato al nome della Balzani ora tutte le ipotesi sono aperte.«Il progetto di una sinistra larga e inclusiva oggi è più distante - ammette la coordinatrice Sel Chiara Cremonesi - senza la Balzani si indebolisce la possibilità di dare corpo ad una lista che non si accontenti di fare testimonianza». Anche il capogruppo Sel Mirko Mazzali ammette che «essere ottimisti in una campagna di questo tipo sarebbe da pazzi. Spero ancora si possa trovare una sintesi finale, ma è chiaro che il ruolo di Francesca è difficilmente sostituibile, era la vicesindaco. Non credo, per dire, a un'ipotesi del tipo Mazzali-Limonta (il coordinatore dei comitati civici, ndr.), quanto pò valere?». Viene considerato di scarso appeal anche puntare su un giovane Sel già con esperienza come Alessandro Capelli. Ci sarebbe un pressing insistente su Gad Lerner, ma per ora ha declinato. Viene chiesto anche all'ex pm Gherardo Colombo, corteggiato come anti-Sala dalla sinistra-sinistra. La decisione della Balzani «non cambia il quadro - dice il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini - Lo schema con la lista arancione resta valido».