Primare del Pd, trenta nomi lanciano Caputo

E a sinistra, dopo il gran rifiuto di Giuliano Pisapia annunciato con grande (e insolito) anticipo, la corsa a una candidatura a sindaco per il 2016 comincia a farsi affollata. Dopo i candidati di partito Emanuele Fiano e Pierfrancesco Majorino, le quote rosa di Alessia Mosca e Lia Quartapelle, la continuità della giunta Pisapia con il vicesindaco Ada Lucia De Cesaris e l'assessore Cristina Tajani, la società civile con Ferruccio De Bortoli e Tito Boeri, ora a spuntare è anche una vecchia conoscenza della politica milanese come Roberto Caputo. «Sono convinto che per ragionare su Milano si debba ripartire da chi la nostra città la vive nelle sue diverse sfumature tutti i giorni. Per questo ho chiesto a persone diverse, provenienti da ambienti differenti, di sostenermi in questo percorso, uno spaccato della società milanese che sia inclusivo e non di pochi».

Politico di lungo corso, un passato da assessore in Comune e un'esperienza più recente da presidente del consiglio provinciale a Palazzo Isimbardi, Caputo lavora da tempo per aggregare a una squadra disposta a lanciare il suo progetto e ieri ha fatto uscire una prima lista di trentacinque nomi. «Dal chirurgo al lattaio dal manager alla casalinga, dal libero professionista alla regista teatrale hanno scelto di appoggiare la mia candidatura alle prossime primarie del centrosinistra». Perché per Caputo «Milano non sono solo i salotti buoni: non si può prescindere dalle periferie, dai lavoratori, dai giovani, dai pensionati, da chi si affanna per avere una casa e da chi non l'ha proprio. Ci sono temi caldi a cui non si è data ancora una risolutiva risposta: in primis la sicurezza. Forse rappresento una minoranza, ma ne vado fiero perché anche di minoranze è fatta Milano. Aiutare i più deboli, consapevoli che oggi le categorie più fragili sono spesso rappresentate dal vicino o dal panettiere sotto casa».