Primarie, in campo 11 garanti Cartellino giallo agli assessori

Anche Lerner e don Rigoldi nel comitato che deve scrivere le regole Il caso dei candidati componenti della giunta: deleghe congelate

Il centrosinistra lo chiama il «calcio d'inizio» alla campagna per le Comunali 2016. Ha scelto ieri il «Consiglio degli 11», in pratica i garanti per le primarie. Una squadra e costruita col «bilancino», secondo alcuni spostata più a sinistra che sul Pd, ed è presente la «quota» Pisapia, che pur non tentando il bis vuole avere voce in capitolo. Nel gruppo ci sono tra gli altri l'ex senatrice del Pd e presidente oggi delle Scuole civiche Marilena Adamo, Gad Lerner, don Gino Rigoldi, Francesca Zajczyck (delegata del sindaco per le pari opportunità), Andrea Di Stefano, ex candidato alle primarie in Regione contro Ambrosoli, l'ex deputato Mario Artali. Dovranno compilare entro luglio un documento a metà tra l'etico e il programmatico, che i candidati e poi tutti i cittadini che parteciperanno al voto dovranno sottoscrivere. «Ho sempre detto che prima dei nomi devono essere condivisi valori, regole e obiettivi» afferma Pisapia. É «un lavoro necessario e preliminare alla discussione sulle regole e sulle date» spiega il segretario del Pd Pietro Bussolati. Sulla data del voto, appunto, si scontreranno i partiti. Se i Democratici (o almeno una parte) spinge per farla slittare da novembre, la prima ipotesi, a gennaio, ieri il capogruppo di Sel Mirko Mazzali ha insistito: «Le primarie che portarono all'elezione di Pisapia si tennero a novembre, ciò consentirebbe a chi vince di cominciare tempestivamente la campagna per diventare sindaco. Chi ha tempo non aspetti tempo».

Ma un voto anticipato rischia di dare una scossa alla giunta in carica subito dopo l'estate. Tra i candidati ci sarà senza dubbio l'assessore al Welfare Pierfrancesco Majorino. Sempre più papabile il vicesindaco Ada Lucia De Cesaris e non si esclude una tentazione dell'assessore ai Trasporti, Pierfrancesco Maran. Se il voto cadesse a novembre, dovrebbero scendere in campo almeno un paio di mesi prima. E una campagna per le primarie restando in carica, oltre che poco opportuna sarebbe contestata dagli altri sfidanti. Il socialista Roberto Caputo, l'unico già dichiarato, si aspetta che «ci sia una regolamentazione in questo senso. Gli assessori avrebbero una sovraesposizione mediatica per il loro ruolo, deve essere una partita alla pari e quindi dovranno sospendersi». Nel 2012 quando l'ex assessore al Bilancio Bruno Tabacci si candidò alle primarie nazionali, congelò le deleghe. Un anno dopo, lui e l'ex vicesindaco Guida in lista per le Politiche e Lucia Castellano per le Regionali si dimisero (su richiesta di Pisapia) dando il via al rimpasto. Bussolati non nasconde il problema. «Ad oggi - premette - non ci sono ufficialmente assessori candidati, ma quando si porrà il tema dovremo affrontarlo con i diretti interessati e decidere una linea». I malumori già in corso nel partito portano a dire che sarà inevitabile. E dal congelamento di deleghe, per chi si candidasse sindaco o nelle liste, si aprirebbe il caso dimissioni. Se anche a Milano vale la linea tenuta dai Dem in Campania per le regionali: hanno aperto l'hashtag «lascialasedia» contro i 5 assessori del centrodestra che non hanno lasciato. Per Riccardo De Corato (Fdi) intanto dovrebbero dimettersi dagli enti i «garanti, come Adamo, Zajczyck e Alessandro Capelli (delegato Giovani del sindaco) che vanno in un organo elettorale».