Primavera teatrale sotto il segno della performance

Carlo Boccadoro è compositore e fondatore dell'ensemble «Sentieri selvaggi», ieri si è esibito in un a solo per pianoforte della durata di 2 ore e 30 minuti, opera di Stockhausen che racchiude ben 24 differenti brani che si susseguono senza interruzione. «Il ciclo era stato composto perché fosse fin da subito una performance libera, ovvero il pubblico poteva alzarsi e andare via quando lo desiderava. Devo dire che con mia stessa meraviglia solitamente nessuno abbandona mai la sala prima che io abbia terminato di suonare: è una composizione in grado di fermare il tempo, crea un'atmosfera rarefatta e incantatoria» dice Boccadoro. «Non si preoccupi, il nostro pubblico è molto indisciplinato e probabilmente continuerà ad alzarsi ed entrare-uscire dalla sala» aveva ribattuto fermamente Umberto Angelini, direttore artistico di Uovo, la rassegna milanese dedicata alle performing arts e che si svolgerà in varie parti della città fino al 23 marzo. Uovo2014 riunisce a Milano ben 20 artisti provenienti da 9 paesi di tutto il mondo (Italia, Regno Unito, Francia, Sagna, Stati Uniti, Croazia, Olanda, Israele e Germania) che si esibiranno in diversi luoghi, tra la Triennale, il Teatro dell'Arte, Palazzo Serbelloni, la Biblioteca Sormani e Buka-la nuova CGG: si tratta di un Festival che mette al primo posto il pubblico perché parla di performance, arte che vive dell'esperienza che artista crea assieme alle persone che partecipano al momento creativo. Ogni opera è un libero scambio e un rapporto diretto tra il creatore e il pubblico che prende parte all'attimo performativo, assumendo quindi un ruolo diretto e protagonista. Ecco quindi un Romeo Castellucci che il 22 e 23 marzo in Palazzo Serbelloni presenta la performance dal titolo «Attore, il tuo nome non è esatto», che prende spunto da alcuni casi celebri di «possessione» e mette in atto la forza esterna che s'impadronisce dell'attore quando è in scena. Oppure Tino Sehgal, artista nato a Londra da padre indiano e madre tedesca, che il 21 marzo al Teatro dell'Arte in Prima italiana, ore 20.30, porta in scena l'opera «senza titolo», nonché l'ultimo suo lavoro per il teatro, in cui si chiede quale sia il ruolo dello spettatore in una performance. Tra il francese Jerome Bel e gli spagnoli La Veronal (entrambi il 20 marzo al Teatro dell'Arte), o il gruppo inglese Ant Hamton/Tim Etchells, con «The Quiet Volume», da oggi al 22 marzo alla Sormani, l'italiana Valentina Sansone porta il suo lavoro «Performance as Sculpture» fino al 23 marzo in Triennale, un progetto in progress sulla performance e sugli oggetti attivati da questa.
Uovo 2014 presenterà infine «Space 2.0», il progetto europeo promosso dal Mibac, in collaborazione con Adam Mickiewicz Institute (Varsavia) il British Council (Londra) e altre realtà di Parigi, Zurigo, Amsterdam, Praga e Bruxelles: il progetto prevede un programma di mobilità per programmatori da tutta Europa con l'obbiettivo di sviluppare nuove progettualità comuni.