Profughi, Maroni contro Sala «Noi contrari e tagliati fuori»

Il sindaco chiede un accordo, il centrodestra lo boccia Da Forza Italia alla Lega, coro di no all'uso del campo

Alberto Giannoni

Il sindaco propone all'opposizione un accordo su grandi temi e urgenze, prima fra tutte la questione migranti. Ma il centrodestra risponde picche. A tutti i livelli. Dalla Regione ai gruppi comunali, dalle segreterie locali dei partiti alle leadership nazionali, non c'è una voce favorevole alla proposta di utilizzare il campo base Expo per l'accoglienza di un certo numero di migranti. Ieri è stato il presidente della Regione Roberto Maroni a puntualizzare la sua posizione: «Noi non ce ne stiamo lavando le mani - ha detto - Non siamo coinvolti, non siamo stati coinvolti e non siamo coinvolti mai. Io ho espresso la mia opinione, che coincide con quella di tanti, sul fatto che quell'area non possa essere destinata ad accogliere clandestini, perché lì staranno per anni, non solo per mesi. Ho espresso la mia contrarietà al prefetto, chi decide è lui e non la Regione, quindi prendo atto delle sue scelte, ma ribadisco la mia totale contrarietà».

Il campo logistico a due passi dal sito Expo, intanto, è stato visitato in mattinata da Matteo Salvini, segretario nazionale della Lega, che appena finito il sopralluogo è partito come di consueto all'attacco: «Abbiamo trovato una struttura in splendide condizioni - ha detto - abbiamo documentato 576 monolocali attrezzati con letto, bagno in camera e aria condizionata, c'è una mensa pronta all'uso, un'area svago e un punto di primo soccorso - ha riferito al termine della visita - non vorremmo che questa diventasse la baraccopoli di gente che viene a Milano e a Rho». Il leader leghista quindi propone di utilizzare gli alloggi per chi è in lista per un alloggio popolare: «Da milanese - dice - ricordo che tra i 22 mila in lista per una casa popolare sicuramente ne troviamo 500 disposti a venire qui».

Un «no fermo» arriva anche dagli assessori Simona Bordonali e Francesca Brianza. La Lega in Regione ha presentato una mozione urgente che sarà discussa martedì in Consiglio. Il consigliere Riccardo De Corato ricorda che fra la soluzione non convince neanche il sindaco di Rho, «che al contrario di quello di Milano pensa al bene dei cittadini, chiedendo che quello spazio sia destinato a verde pubblico come da Pgt».

Ma anche Forza Italia non risparmia le critiche. La coordinatrice regionale Mariastella Gelmini è decisa: «Lavoriamo seriamente per portare nell'area post Expo l'Agenzia europea del farmaco e l'Autorità Bancaria. Con la No Tax Area e il progetto Human Technopole, supportato dalle università milanesi, questo spazio potrebbe alimentare innovazione, ricerca, crescita e lavoro in Lombardia. Ospitare nella stessa area un centro di accoglienza per 1000 immigrati clandestini vuol dire togliere ogni credibilità a questo progetto». Il coordinatore provinciale Luca Squeri avverte: «Il governo impone e Sala dispone». E parla di «una truffa». E sul caso interviene la deputata Laura Ravetto, presidente del Comitato bicamerale Schengen, che chiede un tavolo con tutti i protagonisti del territorio e col Governo.