Il progetto Mm vince il premio «Smart utility»

Le opposizioni all'attacco della giunta a guida Pd Il sindaco: «Finanziatori? Mio papà e mio marito»

MM vince il premio “Smart Utility 2015” per il progetto «L'esperienza di MM nella città di Milano». Il motivo? «Migliore best practice nel settore delle Utility, per aver realizzato un sistema a supporto di servizi essenziali per i cittadini e un esempio virtuoso di integrazione con altri sistemi di gestione aziendale». Il progetto GIS di MM punta ad avviare una rapida archiviazione dell'intero patrimonio delle reti e degli impianti del Servizio Idrico Integrato, realizzare una piattaforma GIS (un sistema di localizzazione cartografica) di supporto alle attività e funzioni aziendali e quindi fornire uno strumento di consultazione WEBGIS e MOBILE ai propri operatori, agli enti sul territorio e a i cittadini che possono consultare le mappe dei cantieri aperti.

Dopo i casi registrati in mezza Italia, torna a esplodere il tema dei rapporti fra cooperative e sinistra. E in Lombardia esplode nella capitale storica del Pci-Pds-Ds - e ora Pd. Sesto San Giovanni, la «Stalingrado d'Italia».

È il vicepresidente del Consiglio comunale, il forzista Roberto Di Stefano, a sollevare il caso «conflitti d'interesse». Ma prese di posizione non meno forti arrivano anche da altri gruppi di opposizione, il Movimento 5 Stelle e i «Giovani Sestesi», che chiedono dimissioni e annunciano il ricorso alla piazza.

Di Stefano parla di «un filo diretto» fra Amministrazione, cooperazione e associazionismo. E cita tre casi di «conflitto d'interesse». Va a spulciarsi il «codice etico» adottato nel 2008, adottato - dice - «per cercare di togliere dall'imbarazzo politico il terremoto politico chiamato “Sistema Sesto”», e attacca: «Come fanno un candidato, un assessore ed un consigliere comunale della maggioranza che amministra Sesto San Giovanni a non rispettare il codice etico da loro stessi adottato?». Il primo caso è quello su cui l'attenzione è più alta. «L'assessore Iannizzi, che ha la delega all'ambiente - dichiara l'azzurro - ha aggiudicato il bando del verde pubblico per ben 6 anni ed a un costo di 2,8 milioni di euro ad un Consorzio nel quale fa parte la Cooperativa in cui lo stesso assessore lavora come educatrice e formatrice». «Polemiche basate sul nulla - replica il sindaco, Monica Chittò - i fatti sono così chiari che non ci sarebbe neanche bisogno di ricordarli». Per il sindaco, il consorzio «raggruppa 40 organizzazioni no profit di diverso orientamento culturale: tra queste c'è anche Cooperativa Lotta Contro l'Emarginazione, della quale l'assessora è dipendente in aspettativa dal 2012 e dalla quale si è dimessa come socia nello stesso anno, subito dopo la nomina ad assessore». «La giunta - prosegue Chittò - ha condiviso e deliberato all'unanimità il progetto per la pulizia e manutenzione delle aree verdi, ma non ha votato alcuna delibera di assegnazione perché questo non è compito degli assessori».

La stessa sindaco è sotto i riflettori dell'opposizione, per il finanziamento della sua campagna elettorale. «Ha ricevuto come finanziamento della campagna elettorale circa 15 mila euro dalla società Uniabita» dichiara Di Stefano, ricordando che la società edilizia è protagonista di «molti interventi di costruzione sul territorio sestese».

«Di Stefano ha scoperto l'acqua calda, sono notizie di tre anni fa - ribatte il sindaco - Tutto trasparente e pubblico sul sito del Comune e del comitato elettorale». «I finanziatori principali della mia campagna elettorale - prosegue Chittò - sono mio marito, che mi ha fatto in questo modo il regalo per i miei 50 anni, e mio padre». E il filo fra coop e sinistra? «Di Stefano documenti quel che dice o sono solo chiacchiere. A me la polemica politica non interessa. Quanto all'associazionismo, fa parte del nostro territorio e non dobbiamo affatto vergognarcene. Di Stefano piuttosto non dice nulla - la frecciata al rivale - sulla azienda pubblica che dirigeva e che è fallita?». «La ringrazio - pronta replica del consigliere - perché mi dà l'opportunità di chiarire che il debito, che io ho trovato e che ha portato al fallimento della società, come chiaramente documentabile, è maturato per responsabilità di esponenti del Pd di Sesto».

Intanto l'opposizione solleva anche il caso della cooperativa Colbe (di cui è socio un altro consigliere) che gestirà il centro profughi. «Progetto presentato e approvato dalla prefettura» ribatte ancora il sindaco.