Pronta la commissione per passare ai raggi X Infrastrutture lombarde

Non una commissione interna d'indagine come annunciato in un primo momento, ma una vera e propria commissione d'inchiesta quelle che è stata istituita ieri dalla Regione con un decreto del segretario generale per accertare le eventuali responsabilità di Infrastrutture lombarde dopo l'inchiesta che ne ha decapitato il vertice arrestando otto persone tra cui il direttore generale Antonio Rognoni e il responsabile dell'Ufficio gare e appalti Pierpaolo Perez. «Voglio fare piena luce, non ho interesse a coprire nessuno», ha detto ieri il governatore Roberto Maroni davanti al gazebo dove ha firmato i cinque referendum della Lega, tra cui quelli per abrogare la legge Merlin e la riforma Fornero delle pensioni.
Presidente della commissione sarà Filippo Bongiovanni, avvocato e direttore responsabile del Sistema dei controlli e del coordinamento degli organismi indipendenti della giunta regionale con l'avvocato Alberto Beretta, presidente del Comitato dei controlli, il professor Luca Bisio componente dell'Organismo indipendente di valutazione, l'avvocato Paola Balzarini del Comitato legislativo e il generale Mario Forchetti, presidente del Comitato trasparenza degli appalti. Le funzioni di segreteria sono affidate a Francesco Semeraro, assistente del segretario generale. La commissione, si legge, «è dotata dei poteri istruttori necessari per verificare il rispetto delle procedure di controllo in vigore in Infrastrutture Lombarde Spa nel periodo oggetto di indagine, nonché l'osservanza delle norme contenute nel Modello organizzativo, accertare eventuali omissioni o comportamenti strumentali ai fatti contestati nell'indagine da parte di dipendenti e/o collaboratori di ILSpa e da parte di soggetti impiegati negli uffici della Regione preposti alla vigilanza sulle società partecipate».
«Io - ha spiegato ieri Maroni - ovviamente non ho i poteri della magistratura, ma voglio utilizzare tutti gli strumenti a mia disposizione per capire che cosa sia effettivamente successo». Per questo ha chiesto che sul suo tavolo arrivino report settimanali per aggiornarlo sui lavori della commissione e ha fissato al 30 aprile il termine massimo per la consegna del dossier finale. «La commissione - ha precisato - ha ampi poteri ed è formata da persone indipendenti». Ai giornalisti che gli hanno chiesto se pensa che chi lo ha preceduto in Regione abbia delle responsabilità, Maroni ha risposto «non lo so, io voglio capire». Per questo il nuovo organismo dovrà accertare «eventuali responsabilità e omissioni di controllo di Infrastrutture lombarde e della Regione sui fatti tra il 2008 e il 2012 oggetto dell'inchiesta». Anche se a leggere le carte, la Regione è comunque indicata come parte offesa in uno dei capi di imputazione. E che il 10 aprile scade il bando pubblicato sul Bollettino ufficiale della regione per individuare il sostituto di Rognoni. Posto a cui sembra ambire anche l'ex pm di mani pulite ed ex ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro.
Soddisfatto Riccardo De Corato. «Accogliamo con favore questa commissione d'inchiesta - ha detto il capogruppo in Regione di Fratelli d'Italia-An - perché questa maggioranza non ha nulla da nascondere. Maroni sta avviando un'operazione trasparenza. Massimo rigore e severità verso chi ha sbagliato, perché questa vicenda, se i giudici accerteranno la consistenza delle prove, è un danno per tutta la Lombardia».