«Pronti a fare le ronde per difendere i nostri cani»

La specie umana è schizofrenica. Dal un lato Baubeach, celebre spiaggia per cani in provincia di Roma, festeggia i suoi quindici anni di vita il 16 maggio organizzando massaggi shiatzu e corsi di yoga da frequentarsi insieme ai quattrozampe, dall'altro c'è ancora chi è costretto a organizzare ronde personali insieme ad amici animalisti per interrompere l'eccidio dei cani che qualcuno si «diverte» ad ammazzare con polpette avvelenate, come è accaduto nei giorni scorsi nel parco Sempione.
Il San Bernardo è il simbolo del padiglione Expo della Svizzera tra gli alberi e poco lontano da lì alcuni Fido sono morti per un cibo assassino. Si possono definire assassini quelli che uccidono gli animali? «Sì» rispondono gli intervistati, persone tranquille che si stanno gustando il parco al sole. «Sono vegana, quindi non violenta, ma se colpissero i miei mici non esiterei a farmi giustiza da sola e in modo molto vendicativo» dichiara Francesca Zamboni, commessa. «Anch'io» confessa Giuseppe Mandalà. «E' inconcepibile che l'uomo sfoghi le sue frustrazioni sui più indifesi e proprio per questo più meritori di giustizia. Se qualcuno osasse far del male al mio carlino Attila credo che reagirei con violenza» ammette, disgustato di come si possano usare trappole crudeli contro la compagnia più fedele che una persona possa avere. Intanto il Garante degli animali, Valerio Pocar, si è mosso attivando pattuglie della Polizia locale, che per ora non hanno trovato nessun boccone canicida nel parco. Il Garante invita i cittadini a sporgere denuncia all'Asl, alla Polizia Locale, a un veterinario, «perché - ribatte - una denuncia ci aiuta a procedere al meglio per tutelare l'incolumità dei nostri amici animali». Ma, a quanto pare, l'idea di una vendetta per molti possessori di cani e gatti risulta ancora un fatto privato. Gli animali stimolano ad una logica da Far West. L'identikit dei colpevoli secondo gli intervistati? La maggioranza opta per persone avanti negli anni che non hanno ancora appreso una cultura animalista, hanno molto tempo libero che usano pensando male di tutto e di tutti, sfogano la loro rabbia di individui spesso abbandonati e insoddisfatti della propria vita su chi non ha alcuna colpa.
«Bisognerebbe prenderli, metterli in cella e gettare via la chiave» dice Maurizio T, 60 anni, di professione vigilante. «Non ci sono scuse per questo gesto, anche se è necessaria una precisazione. Bisogna educare i padroni dei cani ad essere meno arroganti. Più volte qui al Sempione li vedo scondinzolare in aeree dove giocano i bambini e a qualcuno potrebbe ancora dare fastidio». Perché gli animali danno fastidio? «E' una reazione inconcepibile ma esiste, credo sia fondata sulla paura - rivela Barbara, architetto di 41 anni -. A casa ho un cagnolino che sorveglio quando gioca nel mio giardinetto, perché so che a molte persone del condominio non è gradito»