Pronti a uccidere per uno sguardo

Barbaro Papalia, una «'ndrina» al cui nome qualsiasi altra famiglia trema. Sia pure calabrese, come i Flachi che, quando tentano di entrare nel giro della «protezione» delle discoteche e vengono a sapere essere già in mano alla cosca rivale, si ritirano in buon'ordine. Una fama guadagnata in quasi 150 anni di crimine violento, esercitato con efferatezza, affinché sia chiaro che in caso di sgarri la loro risposta sarà terribile. Come quella volta che un imprenditore aveva cercato di «fottere» la cosca. «Vincenzone lo ha preso per i capelli e “pum, pum” gli ha scassato naso e denti» come spiega in una conversazione intercettata dai carabinieri il boss Agostino Catanzariti.
Con la cosca del resto c'è poco da scherzare, fin dai tempi di Francesco Barbaro, nato a Platì nel 1873, padre di dieci figli, ciascuno dei quali sposerà l'esponente di un'altra «'ndrina» minore. Dando vita così a quel fenomeno conosciuto come endogamia, cioè la creazione di rapporti famigliari all'interno della stessa comunità. Nel giro di una generazione vanno a costituire una «rete» criminale che controlla mezzo reggino. Con una ferocia che ha pochi uguali nella stessa Calabria. Negli '60 una parte della famiglia si trasferisce a Milano, tra Buccinasco, Corsico e Trezzano, accumulando una fortuna con la droga e i sequestri di persona. A metà anni '70 si scontrano con una banda di nomadi. «Se sono questi zingari, li bruciamo… gli diamo fuoco come escono… li potevamo proprio sequestrare e li... torturavamo fino a quando non dicono come e quanto...». Comunque dopo l'omicidio di Giuseppe De Rosa, ammazzato per una questione di donne, anche gli zingari cedono il passo.
Consolidato il potere, passano alle estorsioni, ai prestiti a usura, al recupero crediti. Come, lo spiega Catanzariti in una intercettazione quando racconta come abbiano fatto pagare un tizio che li voleva «fottere». «...questo bestia di Vincenzone, appena siamo entrati, lo prende dai capelli, così, come è che stava parlando con quello: “pum! pum!” Gli picchia il muso un cinque sei volte... gli ha scassato denti, naso... (ride) Lo ha fatto quadrato (ride)».
A quel punto decidono che bisogna dare una «ripulita» ed entrano in affari leciti. Il più facile è il «movimento terra», siamo ancora in pieno boom edilizio, nell'hinterland milanese ma anche nelle province di Pavia, Lecco e Monza. Entrano così in contatto con il mondo imprenditoriale locale, spesso vittima, ma molte volte complice della cosca. Quando vengono chiesti aiuti, per il recupero crediti, prestiti o semplicemente per fare affari. Come i proprietari di discoteche che quando affidano la vigilanza dei locali alle società dei Barbaro Papalia, sanno che devono pagare un prezzo, ma anche che nessuno si permetterà mai di scatenare risse, chiedere il pizzo o quant'altro. E quando nell'affare cercano di entrare anche i Flachi basta spiegare che il giro è in mano ai Barbaro Papalia, e questi buoni buoni si fanno subito da parte. Con i Barbaro Papalia c'è poco da scherzare.