La proprietà assicura: sarà ristrutturato l'hotel dei "disperati"

Dal 29 luglio 2014 appartiene a un uomo d'affari di Zagabria lo stabile tra via Guinizelli, via Temperanza, via Pasteur e via dei Transiti dove si trova l'ormai dismesso hotel Pasteur, diventato in parte, negli ultimi tempi, rifugio di clochard e senza fissa dimora di origine magrebina. Questi vagabondi si sono sistemati al pianterreno (l'unico dove ci sono ancora i bagni) dell'ex albergo da almeno quattro mesi, allarmando i residenti del quartiere che già sono costretti ad assistere quotidianamente allo spaccio a cielo aperto gestito dai peruviani che spadroneggiano tra viale Monza e via Padova.

A cedere il complesso di sei piani dove si trovano il «Pasteur» e lo storico negozio di oreficeria «Golden Market», a quello che viene definito un ricco imprenditore - ora titolare della società formata in Italia «Hotel Pasteur srl» gestita come amministratore unico da un architetto libanese che risiede a Vienna - fu un imprenditore torinese.

Il piemontese lo aveva acquistato a sua volta, nel 2009, dalla Pirelli Real Estate, credendo di fare un affare e di poterlo rivendere guadagnandoci parecchio denaro. Con la crisi fu costretto a svenderlo.

Ad occuparsi dei tanto attesi lavori di ristrutturazione che riabiliterebbero una zona rovinata dal degrado dello spaccio e dall'incuria in cui versa (le strade sono sporche, gli alberi, tagliati e ripiantati, sono già morti per non essere mai stati annaffiati), è un macedone, anello di congiunzione tra la proprietà e le imprese che dovrebbero iniziare i lavori, dopo tanti slittamenti, alla fine di agosto. L'hotel dovrebbe essere ricostruito e le 90 stanze che ne verranno ricavate, secondo i piani della proprietà, saranno poi date in gestione a una società che si occupa di alberghi e che farà funzionare a pieno ritmo il tre stelle. A quel punto non ci saranno più occupazioni abusive dello stabile, ma non si sa se la proprietà manterrà le promesse nei tempi previsti.