Prostitute, si va verso il referendum

Maggioranza divisa al Pirellone sulla proposta di referendum per la parziale abolizione della legge Merlin. L'obiettivo di rendere legale la prostituzione nelle case trova contrarissimo il gruppo Ncd, che chiede invece «l'inasprimento delle pene per sfruttatori e clienti». Ma a compensare arriva l'apertura del Movimento 5Stelle e così la proposta di referendum si avvia a essere votata la prossima settimana in commissione Affari Istituzionali. Per poi passare all'esame dell'aula. A favore della richiesta di referendum si sono pronunciati Lega, Forza Italia, Lista Maroni e Fratelli d'Italia. Contrari Ncd e il Pd, che però ha dato «disponibilità al dibattito».
Il relatore, il leghista Massimiliano Romeo, spiega: «Non si tratta di tornare alle case chiuse, ma di consentire l'esercizio della prostituzione in casa propria. Si continuano a punire lo sfruttamento e l'induzione alla prostituzione. Pretendiamo una regolamentazione dal punto di vista della sicurezza, della legalità e del profilo sanitario. La situazione attuale tra night club, finti centri benessere, case e strade piene di donne sfruttate e schiavizzate dimostra come la legge Merlin sia superata».
Si oppone Stefano Carugo, Ncd, presidente della commissione: «Una proposta che porterebbe solo all'aumento della prostituzione, senza eliminarla dalle strade e senza debellare lo sfruttamento. Se vogliamo combattere la prostituzione dobbiamo inasprire le pene, punendo anche i clienti che alimentano il fenomeno». Carugo ricorda che «nel Nord Europa, dove sono già passati dalla legalizzazione, stanno tornano indietro e oggi trovano l'unica soluzione nell'inasprimento delle pene per sfruttatori e clienti».
Il progetto sarebbe di arrivare al voto in consiglio regionale per poi proporre la stessa procedura ad altri 4 consigli regionali. Con il voto di 5 Regioni, si può poi chiedere il referendum abrogativo nazionale.