La protesta

Il corteo anti Gelmini è partito pacifico e si è concluso come sempre: muri imbrattati, fumogeni, una rissa, un minorenne denunciato e un cavo teso tra due semafori di via Torino per bloccare il traffico. In duecentomila, tra giovani, mamme, bambini, docenti e sindacalisti, sono arrivati in piazza Duomo. Lì la frangia dei collettivi studenteschi decide di fare da sé e si distacca per improvvisare un’assemblea in piazza della Borsa e proseguire con un corteo non autorizzato. «Siamo riusciti a evitare gli scontri - spiega Armando, studente di Scienze politiche - perché abbiamo isolato i gruppi più violenti. Nei prossimi giorni dovremo discutere su come organizzare meglio la protesta».
Nel frattempo i giovani di Azione universitaria hanno organizzato un minicorteo interno alla Statale e simbolicamente occupato il rettorato. Obiettivo: consegnare al rettore un documento zeppo di proposte per abbandonare un’università che privilegia i baroni e premiare chi è meritevole. I giovani di Forza Italia hanno proseguito i banchetti dell’operazione verità per spiegare cos’è davvero l’università.