Protesta dei pendolari: «Caos treni» E Maroni: «Vogliamo evitare i disagi»

Utenti infuriati: «Soppressioni mai viste». Il governatore risponde

«Un tasso di soppressioni dei treni mai visto prima». Infuriati, i pendolari lombardi riuniti in coordinamento ieri hanno scritto al presidente della Regione Roberto Maroni, all'assessore alla Mobilità Alessandro Sorte e all'ad di Trenord Cinzia Farisè. Gli utenti del servizio pubblico si dicono vittime di «una serie inaccettabile di disservizi, in progressivo e costante peggioramento, che ricordano ai più la débâcle di dicembre 2012». E per i pendolari, «le attuali difficoltà di un giugno senza pari per disservizi e cancellazioni nascono a parere di chi viaggia tutti i giorni da due problemi strutturali non risolti e forse mai affrontati fuori da pezze messe in emergenza».

Maroni si è messo in ascolto: «Ho chiesto a Trenord di rispondere subito» ha risposto il governatore, parlando di «esigenze meritevoli di attenzione». «Sono interessato a capire cosa serve per evitare questi disagi: investimenti, nuovi treni, miglioramento della rete» ha detto. E anche Trenord (partecipata al 50% dalla Regione e al 50% da Fs) ha dunque risposto: «Le soppressioni registrate nel 2017 sono state concentrate nel mese di giugno, in particolar modo tra l'11 e il 25 giugno, nelle due settimane colpite dal caldo torrido e sulle linee dove circolano i treni più vecchi della flotta». Il raffronto con quanto accaduto nel dicembre 2012, per Trenord va considerato «fuori luogo oltre che diffamante». «La reazione dei gruppi di clienti - per Trenord - è probabilmente da ascrivere alla proposta che Trenord ha avanzato verso Regione Lombardia circa l'opportunità di sostituire con bus alcune delle corse». Non solo, per l'azienda che gestisce il servizio è «sbagliato parlare di inadeguata e insufficiente manutenzione». E infine, sulla vetustà dei treni utilizzati, l'azienda assicura di aver «allestito un massiccio piano di investimenti in nuovo materiale rotabile, condiviso con Regione Lombardia».

In Regione, intanto, il Movimento 5 Stelle cavalca la protesta dei pendolari: «Il mese di giugno si è rivelato un inferno per migliaia di pendolari, tra soppressioni, ritardi infiniti e carrozze senza aria condizionata. È stata una disfatta epocale biglietto» ha scritto la consigliera Iolanda Nanni.

AlGia