Prova a dar fuoco alla moglie. Muore ustionato a 52 anni

Non accetta il divorzio, tenta di uccidere la compagna Alla fine l'uomo ha la peggio. E lei riesce a scappare

Non accettava la separazione dalla moglie, per questo aveva deciso di ucciderla dandole fuoco. Ma la benzina è finita per lo più sui suoi vestiti ed è stato lui a morire tra le fiamme. È successo a Gorgonzola, nell'hinterland di Milano.

I due coniugi, entrami albanesi, lui di 52 e lei di 41 anni, vivevano da sei anni al primo piano di un palazzo di via Molino Vecchio. Erano «ben integrati» nella cittadina, dicono i carabinieri. Lei è titolare di una piccola ditta di pulizie, lui disoccupato e occasionalmente muratore. Hanno tre figli di 14, 22 e 23 anni. Venerdì pomeriggio, poco dopo le 18, l'uomo si è chiuso nell'appartamento con la moglie e si è portato una tanica di benzina. Ha cosparso con il liquido infiammabile alcune stanze della casa, ha bagnato in parte gli abiti addosso alla donna e nella concitazione anche i propri. La 41enne disperata ha urlato, pregandolo di fermarsi. Al momento di appiccare l'incendio, l'accendino ha fatto cilecca: la pietra focaia era inzuppata e la scintilla non è scattata subito. La donna ha quindi avuto il tempo di scappare in cucina e uscire dalla portafinestra rimasta aperta. Poi si è buttata dal balcone. È atterrata su una tettoria prima che a terra, è illesa. «Si è salvata per miracolo», spiega il tenente Giuseppe Verde, comandante della Compagnia dei carabinieri di Cassano d'Adda, che sono intervenuti in via Molino Vecchio.

Il marito ha avuto la peggio. Quando il rogo è divampato, è stato avvolto dalle fiamme. Si è gettato dallo stesso balcone del primo piano, ma è caduto direttamente sull'asfalto. Un passante ha assistito alla scena e ha dato l'allarme. L'elisoccorso del 118, arrivato insieme ai vigili del fuoco, ha trasportato d'urgenza il cittadino albanese all'ospedale Niguarda. È stato ricoverato nel reparto grandi ustionati, piantonato dai militari, ma era in condizioni disperate. Aveva infatti ustioni di terzo grado sul 97 per cento del corpo. È morto nel pomeriggio di ieri.

Quando i figli della coppia sono tornati a casa hanno trovato già i soccorsi in strada. Gli investigatori hanno ricostruito i fatti grazie al racconto della moglie, che è stata ascoltata non appena si è ripresa dallo choc, e di uno dei ragazzi. Secondo gli inquirenti, il tentato femminicidio sarebbe stato pianificato con cura. Per questo le accuse a carico del 52enne erano di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e incendio. L'uomo infatti ha aspettato il momento in cui i figli non erano in casa e si è portato dietro la tanica e l'accendino, chiudendo porte e finestre. Sembra che la tensione tra i coniugi fosse da tempo forte, con continue liti. La donna ha spiegato che il marito era particolarmente geloso, anche se non risultano denunce per maltrattamenti. I due vivevano da separati in casa, in attesa che il tribunale albanese cui si erano rivolti decidesse sulla causa di separazione. Il verdetto doveva arrivare nei prossimi giorni, la moglie però aveva appena detto al compagno che intendeva mandarlo via di casa. Scatenando la sua furia. Non è chiaro se l'uomo volesse suicidarsi oltre a uccidere la moglie o se la benzina sia finita anche addosso a lui per errore.

Commenti

macommmestiamo

Dom, 02/10/2016 - 18:11

un parassita in meno... disinfettato

Ritratto di giangol

giangol

Dom, 02/10/2016 - 21:19

una risorsa in meno e adesso chi mi paga la pensione????

manfredog

Dom, 02/10/2016 - 21:28

Be', se la moglie lo farà cremare e deciderà di portare l'urna in casa (a Milano si può fare da anni), adesso potranno vivere ugualmente da 'separati in casa', ma molto più in pace (eterna), senza gelosie e senza rischiare nulla, soprattutto lei !! mg.