«Prove aperte» con debutto per sentire il grande Ludwig

Il pianista Levit insieme alla Filarmonica condotta da Gardner. In programma il Quarto di Beethoven

Luca Pavanel

Per i dieci anni di vita, le domenicali «Prove aperte» della Filarmonica della Scala - e successivo concerto serale del lunedì (appuntamenti il 10 alle ore 19.30 e l'11 alle 20, dunque in anticipo rispetto al solito), di certo non si fanno mancare nulla. Compreso un debutto al Piermarini di serie A, come quello del pianista russo-tedesco Ivan Levit («uno degli artisti essenziali per il nostro tempo» secondo il New York Times). Che come virtuoso esperto beethoveniano proporrà il «Concerto per pianoforte e orchestra n.4 in Sol op.58». Somma partitura diretta dal solido britannico Edward Gardner. Che torna pure alla testa del complesso del Teatro con Janacek («Zarlivost»-Preludio sinfonico all'opera «Jenufa») e Dvorak («Sinfonia n.7 in re minore op.70»). Per completare un dato di cronaca, questo sarà un concerto a favore di Fondazione Arché. Infatti l'intero ricavato di domenica sosterrà la realizzazione di uno Spazio gioco bambini all'interno del nuovo progetto «la Corte di Quarto».

In questo borgo solidale, accanto alla comunità CasArché, sorgeranno un edificio con quattordici unità abitative dedicate all'accoglienza di nuclei mamma bambino in semi-autonomia e spazi comuni per attività connesse e pensate per il territorio di Quarto Oggiaro, alla periferia di Milano. Ma ora musica, maestro.

Massima attenzione su tutto il programma previsto, certamente sotto i riflettori oltre al già incontrato Gardner, c'è appunto Levit, classe '87, ex enfant prodige (ha iniziato a suonare a soli tre anni), durante i suoi studi ha vinto numerosi premi internazionali, incluso il secondo premio all'International Maria Callas Grand Prix negli anni Duemila; dulcis in fundo è apparso nelle principali sale da concerto e festival musicali di tutto il mondo. Insomma per dire che la stagione della Filarmonica, con le sue ormai assai affollate «Prove aperte» - partita il novembre scorso col super violinista Maxim Vengerov e la bacchetta del direttore Riccardo Chailly - riserva sempre sorprese degne di nota. Con risultati notevoli, per quanto riguardo pure la solidarietà. Un po' di numeri per farsi un'idea, ancora più precisa. La stagione, con relativa compagine, vanta una cinquantina di serate benefiche, un seguito di 78.124 spettatori, oltre un milione e 100mila euro raccolti, 37 associazioni sostenute dal 2010. Insieme al Comune, al Main Partner UniCredit e a UniCredit Foundation, con la collaborazione della Scala e i cittadini, le «Prove» hanno contribuito a sostenere progetti di utilità sociale e scientifica, coinvolgendo istituzioni che si prendono cura dei bimbi e degli anziani, fronteggiano le povertà, aiutando persone con diverse abilità, ricercano terapie e operano tra i bisogni delle periferie e delle aree in difficoltà. E la stagione in corso coinvolge quattro realtà milanesi che si dedicano ai bimbi in difficoltà: «Fondazione Arché» appunto, «Fondazione Casa della carità», «L'abilità» e «L'aliante». Prossimi appuntamenti: 14 aprile, prova diretta da Myung-Whun Chung, con Sergey Khachatryan violino, a favore della «Fondazione Casa della carità». La prova del 28 aprile con Riccardo Chailly e Emmanuel Tjeknavorian al violino è dedicata all'«associazione L'abilità». Infine il ciclo si conclude sabato 12 ottobre con la prova diretta da Daniel Hardinge con Isabelle Faust al violino.