Prove aperte a Milano La stagione «parallela» che fa (anche) del bene

La Filarmonica ha raccolto per la solidarietà 860mila euro. I recital nei teatri al mattino

Luca Pavanel

C'è una stagione musicale «parallela» che è appena (ri)partita e nei mesi scorsi ha registrato un grande incremento di pubblico. La formula piace, sempre di più. Non si può parlare di boom, almeno per ora, ma negli uffici-gestione sono soddisfatti. È la stagione delle cosiddette «prove aperte»: detto in soldoni, quei concerti che, in alcuni teatri e sale di Milano, vengono proposti a turno al mattino da enti sinfonici, direttori e orchestre, un giorno alla settimana. Incontri che servono ai musicisti per sistemare le ultime cose, prima del concerto vero e proprio. Storicamente sono in prima linea Piermarini e Dal Verme, ma anche l'Auditorium Verdi (che ha una linea sua), solo per citarne alcuni.

«La stagione delle prove della Filarmonica - spiega il responsabile della comunicazione dell'Orchestra scaligera Marco Ferullo - ha un pubblico fedele e consolidato». Per dirne una: l'8 gennaio scorso sold out per il recital della violinista moldava Patricia Kopatchinskaja, sotto la direzione del colombiano Andrés Orozco-Estrada. Dopo l'evento, sui social entusiasti anche gli esperti: «Direttore da tenere d'occhio. Bel gesto, fraseggio e senso del colore».

Le «prove» domenicali, prima del concerto, «sono momenti di lavoro in cui si può sentire e scoprire da vicino come vengono messe a punto le esecuzioni», continua Ferullo. Il tutto, in questo caso, a scopo benefico: in sette anni di attività in questo senso sono stati «raccolti» oltre 860mila euro. Tutto l'incasso, a mano a mano, è stato devoluto e ancora sarà così, alle più diverse cause e associazioni benefiche e di solidarietà. Ultimo obiettivo: dare una mano ai giovani delle periferie. Il prossimo appuntamento della Filarmonica è fissato per il 19 febbraio: sul podio Fabio Luisi. Musica maestro, ma con una pagina diversa.

Un altro ente che, a pieno titolo, si trova in questa stagione «parallela» è il teatro Dal Verme, con la sua l'orchestra I Pomeriggi Musicali: le prove del mattino sono il giovedì e dopo Alessandro Cadario, che ha diretto Saint-Saens e Beethoven, il 26 toccherà ad Alexander Lonquich alle prese con Schumann, Burgnuller e Mozart. «Le nostre prove aperte - attacca il direttore artistico dei Pomeriggi Maurizio Salerno - dati alla mano, ultimamente sono cresciuti». Nel palazzo di via San Giovanni sul Muro arriva un pubblico assai variegato: dai pensionati ai lavoratori; in generale chi per svariati motivi non potrebbe frequentare la musica dal vivo in altri momenti. Non solo, ce n'è anche per gli alunni: prenotano posti, infatti, anche le scuole di ogni ordine e grado. «Sono appuntamenti - prosegue - che danno a tanta gente l'opportunità di seguire la cultura, attraverso l'incontro con grandi repertori e musicisti, al di fuori delle programmazioni serali». Il Maestro Salerno, forte dei risultati dell'appuntamento di metà settimana, ha pensato bene di raddoppiare con le «Domeniche dei Pomeriggi», in questo caso concerti già preparati a dovere. «Otto matinèe, recital monografici di circa cinquanta minuti dedicati a grandi compositori conclude Si parte il 29 gennaio con Bach interpretato dal pianista Ramin Bahrami». Johannes Sebastian, fuga in avanti.

Dalle parti dell'Auditorium laVerdi la musica può sembrare diversa, ma non troppo: le «prove aperte» intese come test prima del debutto sono messe in cartellone, anche se un po' meno spesso. Quel che va forte sono le «lezioni-concerto», ma anche gli educational al mattino per le scolaresche. Sono formule che funzionano molto bene; afferma il direttore esecutivo e artistico Rubens Jais - A breve, verso la fine del mese, partiranno i corsi dedicati alla Storia della musica». Una nuova iniziativa che si svolgerà in collaborazione con l'Università Statale di Milano. Infine al via presto un «ciclo di lezioni per imparare a leggere una partitura».