Provincia, addio con buco da 50 milioni

Podestà: «Colpa dei tagli e del patto di stabilità. Evitato il default». Incertezza per 65 dipendenti precari

Addio alla Provincia di Milano. Formalmente scadrà tra una settimana esatta, con la fine dell'anno, ma la giunta di ieri mattina ha abbassato di fatto le serrande su un'istituzione nata nel 1860, un anno prima dell'Unità d'Italia. Poche certezze sulla nuova Città metropolitana e molta preoccupazione su fondi, competenze e - nell'immediato - per la sorte dei 65 dipendenti precari che da giorni occupano per protesta l'aula del consiglio. Anche i loro contratti scadono il 31 dicembre, una vigilia di Natale amara. Oggi si saprà se la solidarietà e il pressing trasversale delle istituzioni, dal Comune alla Regione, ha colpito nel segno. Questa mattina alle 10 è convocato a Roma il Consiglio dei ministri per decidere (anche) sulla sorte dei contratti a termine dei provinciali. «Mi auguro che nel decreto Milleproroghe il governo intervenga. Sono dipendenti essenziali, si rischia di bloccare le imprese». L'ultimo appello del quasi ex presidente della Provincia Guido Podestà, che ieri ha chiuso i lavori della giunta e fatto un bilancio dei chiari e scuri del mandato. I 50 milioni di sforamento del Patto «sono il minimo con queste leggi e i tagli dei vari governi».

Le Frecce Biancorossoverde svetterenno nel cielo di Milano il primo maggio 2015, giorno d'inaugurazione di Expo. L'esibizione delle celebri Tricolori è stata confermata dal tenente colonnello Jan Slangen, comandante dalla Pattuglia acrobatica nazionale, nel corso della presentazione prenatalizia del 2015 alla base di Rivolto. «Con molta probabilità saranno le Frecce ad aprire Expo, un avvenimento importante all'avvio di un anno che ci vedrà molto impegnati sia in Italia che all'estero». Solista delle Frecce sarà il capitano Filippo Berbero che subentra a Fabio Capodanno.

Lega e Forza Italia alleate per trovare l'intesa sulla riforma sanitaria. L'obiettivo è raggiunto, ma l'ipotesi di accorpare gli assessorati alla Salute e alla Famiglia non è piaciuta a Mario Mantovani che ieri ha rassegnato le dimissioni. Subito respinte dal governatore Maroni.

Il Natale è arrivato e saranno tanti i milanesi che anche dopo resteranno in città. Ma la metropoli, tra mostre, spettacoli teatrali e concerti offre una vasta gamma di intrattenimenti. Al primo posto, naturalmente, i bambini. Per loro sono tornati (al Piccolo) anche i Colla