Puntatori in Duomo per vedere al buio Sorveglianza non stop

Le pattuglie miste di militari, poliziotti e carabinieri in servizio da oggi a fine agosto nella sei zone ad alta concentrazione di turisti e milanesi in città hanno fatto una prima uscita ieri pomeriggio davanti al Duomo (nella foto). Ma più della piazza ha fatto discutere nelle settimane scorse il sistema di (scarsa) sicurezza all'interno della cattedrale. A far scoppiare le polemiche, la notte passata tra le guglie da un turista americano. Era in bagno quando i vigilantes hanno fatto l'ultimo giro di perlustrazione sulle terrazze, quando è uscito dalla toilette, il Duomo era già chiuso. Ma il comandante dei vigili Antonio Barbato che casi del episodi non dovrebbero più verificarsi in futuro. «Abbiamo redatto un protocollo di sicurezza con la Veneranda fabbrica del Duomo», che si avvale di un servizio di vigilanza privata per chiudere la cattedrale e sorvegliarla nelle ore notturne. Intanto, la polizia locale ha eseguito con le guardie una serie di esercitazioni (la raccomandazione più banale, ma evidentemente non scontata visto ciò che è successo lo scorso 27 luglio: controllare che anche i bagni siano liberi prima di blindare i portoni). «Abbiamo poi strutturato le nostre telecamere, montate prima di Expo, con una tecnologia maggiore, in modo che abbiano dei puntatori sulle persone e in modo da avere la visibilità anche al buio» ha spiegato Barbato. In questo modo «vediamo persona per persona chi entra e chi esce dalle terrazze del Duomo». Poi «subito dopo la chiusura, il personale di polizia privata che è all'interno verifica punto per punto che non ci sia nessuno, e noi manteniamo il servizio di video sorveglianza 24 ore su 24». Le misure prevista dal protocollo sono già attive. L'assessore alla Sicurezza Carmela Rozza ha aggiunto che è stata rafforzata la sicurezza anche nelle zone della stazione Centrale e di Porta Venezia, «a tutela e controllo dei richiedenti asilo, oltre che dei milanesi rimasti in città».

«Bene i pattugliamenti misti» premette il capogruppo regionale di Fdi Riccardo De Corato, che da vicesindaco ha dovuto incassare le continue proteste della sinistra sulla militarizzazione della città (ieri nessuno ha criticato l'utilizzo dei soldati nelle zone della movida) «ma i controlli sono concentrati in centro e nelle vie frequentate dai giovani. E le periferie? É lì che si annida il degrado. E non bastano le passerelle del sindaco Beppe Sala o le sedute di giunta in trasferta a risolvere i problemi d degrado».

ChiCa