Puppetry the penis, risate genitali al Nuovo

Pensate di sapere tutto sul pene? Ebbene, anche se siete adulti e vaccinati forse vi sbagliate. A meno che non abbiate già visto Puppetry of the penis, l'incredibile, irriverente spettacolo nato 17 anni fa da un'idea di Simon Morley e David Friend, due artisti australiani specializzati in, udite udite, Origami genitali: cioè tirarsi, manipolarsi e deformarsi i «cosiddetti» per ottenere forme impensabili, che vanno dalla «normale» elica alla Torre Eiffel, dal pube femminile al terribile mostro di Lockness -con tanto di su e giù del collo sul pelo dell'acqua-, passando per un surfista fra le onde, un hamburger e un sombrero messicano. Se non ne sapete nulla, la ghiotta occasione per rimediare si presenta stasera e domani, al Teatro Nuovo, dove alle 21 in punto lo show sbarca in Italia, dopo un successo veramente planetario, con 30 paesi toccati e più di 10 milioni di spettatori (e spettatrici) incuriositi. Si replicherà poi dal 2 al 5 luglio, ma il consiglio è di assicurarsi un posto il prima possibile, vista l'innumerevole serie di sold out registrati a tutte le latitudini e temperature, da -38 a +40°, da New York a Melbourne, da Edimburgo a Toronto, da Londra a Parigi, sorprendendo come Hugh Grant, Naomi Campbell, Elton John, Bono e David Beckham. A portare in Italia lo spettacolo, una produzione Teatro Nuovo per la regia di Claudio Insegno, sono i poliedrici attori Alberto Barbi, 43 anni, torinese, e Nicolò Cortegiano, 22 anni, milanese. Scelti fra tanti per le loro doti fisiche (beh, ci vuole anche quello), la disinvoltura e il talento scenico, si presentano al pubblico come mamma li ha fatti e si producono in funghi atomici, molluschi, pellicani, orologi da polso e via dicendo. Beninteso, niente di porno. Men che meno di erotico, o volgare. Il tutto è giocato sul filo dell'umorismo e di una comicità sempre molto garbata. Naturalezza e semplicità gli ingredienti del successo: i due attori, avvolti da mantelli, arrivano in scena, discorrono del più e del meno, si scambiano battute e a un certo punto voilà, si voltano, li vedi armeggiare un po' là sotto e in quattro e quattr'otto la trasformazione è compiuta. Non ci sono solo figure e immagini statiche, ma anche sketch e brevi scenette, come quella, ormai famosa, dell'uccellino che domanda da mangiare. Non manca mai qualche riferimento al paese ospitante: in Italia, ad esempio, potremmo aspettarci una torre di Pisa, o anche qualcos'altro, chissà.