«Ma quale integrazione? Ero più sicura a Beirut»

Omicidi, stupri, spaccio di stupefacenti, bische clandestine, prostituzione, immigrazione clandestina, sovraffollamento negli appartamenti, risse e vandalismi.
Un autentico bollettino di guerra quello stilato dagli abitanti della zona 2 di Milano. E un semplice e legittima richiesta: più sicurezza. Ad ascoltarli ci sarebbe dovuto essere l'assessore alla sicurezza Marco Granelli, ma arriva in ritardo di due ore quando la sala si è quasi completamente svuotata. Non lo hanno aspettato neppure gli ufficiali della polizia locale che avrebbero dovuto relazionare i cittadini sulla loro attività. Sta di fatto che il panorama di quest'importante fetta di Milano, che va da Greco fino alla fine di via Padova per lambire corso Buenos Aires, è desolante.
I cittadini, raggruppati in comitati, raccolgono informazioni dettagliate sull'attività criminale nei quartieri e le trasmettono alle forze dell'ordine e alla polizia locale ma i risultati restano, come loro stesso devono ammettere, «scarsamente significativi». Anche i rappresentanti dei Comitati per Milano e dei Genitori del Trotter, tradizionalmente sponsor di Pisapia, si vedono costretti ad ammettere che «sarebbe ora che la giunta provvedesse con segnali forti». Ma di forte al momento ci sono solo le proteste e le invettive contro l'amministrazione comunale rea, come ben dichiarato da un'abitante «di favorire l'abbandono dei quartieri da parte della gente onesta».
Luciana, del comitato di via Crespi, le fa eco: «non si fa nulla sia sul piano della prevenzione sia sul fronte della coesione sociale. E' un susseguirsi di piccoli e grandi episodi che non vengono neanche più denunciati. Io stessa sono appena stata aggredita alla fermata della metro di Pasteur da un immigrato. Han fatto bene quelli che se ne sono andati dal quartiere». L'arrivo di Granelli, con due ore abbondanti di ritardo («c'era la commissione sulla movida», si giustifica), è accolto dalle urla di una cittadina reduce da anni trascorsi in Medio Oriente: «mi sentivo più tutelata dagli hezbollah a Beirut che da lei e da Pisapia a Milano». Dopo lo scroscio di applausi, Granelli prova una difesa disperata del Comune: «interveniamo ovunque e prevediamo l'installazione di 279 nuove telecamere entro il 2013, ma dobbiamo puntare ai progetti di coesione sociale e non alla militarizzazione della città».
Parole non particolarmente gradite ai pochi rimasti in platea e che Samuele Piscina della Lega Nord Boccia senza appello come «espressione di un mondo parallelo privo di riferimenti alla realtà».
Anche il direttore scolastico del Parco Trotter punzecchia Granelli: «insegniamo educazione civica ai nostri ragazzi e poi una volta usciti da scuola si trovano di fronte a vandalismi, siringhe abbandonate, balordi e ubriachi. Così rischiamo di bruciare una generazione». Polizia e Carabinieri lanciano infine un invito: «chiamateci, sollecitateci e interveniamo», una sorta di pronto soccorso «on demand» applicato alla sicurezza con cittadini trasformati in detective. Che dà perfettamente l'idea di quanto sia ormai vicino il punto di non ritorno .