Quando il cibo è un'essenza di felicitàIl libro di Antonella Martinelli

(...)L'altra firma è quella di Alessandro Circiello e la sua abilità nel far rivivere la tradizione. Un libro dei dolci, dei sorbetti e delle spume che la bisnonna della Martinelli (nella foto), la contessa Teresa Giannuzzi Savelli, ricopiò in bella calligrafia dal Credenziere di buon gusto, il testo di Vincenzo Corrado. «Uno che mangiando queste cose, visse fino a centotrè anni», ha raccontato ieri la Martinelli presentando il libro nella corte dell'atelier di Antonio Riva in Corso Venezia. Una felice combinazione di linguaggio aulico e bontà moderna è stato detto, raccontando della minuziosa calligrafia ottocentesca della bisnonna che ricopiando elaborò le ricette del Corrado. Sapori originali come l'arsenico, allora un ingrediente utilizzato e oggi reinventato dallo chef Circiello, ma anche cibi pieni di profumi, sapori, nostalgie e ricordi che alla versione antica delle ricette affiancano quella rivisitata in chiave moderna con ingredienti più leggeri. Un decalogo della sana alimentazione, ma anche un modo per imparare a distinguere la marmellata dalla confettura o dalla composta. «Per le merende e le torte dei vostri figli - raccomanda Circiello - usate frutta di stagione. Costa la metà e ha il doppio dei valori nutrizionali». E poi le acque, i distillati, i sorbetti, i profumi. «Cibi consolatori - dice la Martinelli - Allegri. Che danno il senso di felicità, di una casa piena di sole. Pensate ai colori e ai profumi della marmellata». Tutto decifrato da quella grafia aulica che riporta al mistero della soffitta. Non solo ricette complicate.
«In due minuti hai tre secoli in un piatto». Anche grazie la lavoro dello chef che ha ricostruito dosi e grammature che nel Settecento si misuravano diversamente. Basta psicologo. «Se vi amano cucinate. Ma se vi hanno lasciato cucinate lo stesso, perché le ore passeranno più in fretta».