Quando i capolavori si riscrivono con un tweet

A Milano la mostra di "Twitteratura": i 140 caratteri della comunità e i disegni di Alessandro Armando, Francesca Ballarini e Elena Nuozzi, i tre artisti che hanno tratto ispirazione dalle riscritture su Twitter delle "Città invisibili" di Calvino. Dal 20 marzo nell'auditorium dello studio La Scala

In Italia si pubblicano circa 60mila libri l'anno, più della metà nuove edizioni. Ma solo due italiani su dieci leggono almeno cinque volumi in un anno. In compenso 32 milioni di italiani possiedono smartphone e tablet. «Twitteratura» mira a sfruttare questo paradosso e stimolare la lettura utilizzando strumenti che ognuno di noi ha a portata di mano, ossia un libro, uno smartphone (tablet o pc), una connessione internet, un account di Twitter. Sono nati, così #TweetQueneau, #LunaFalò, #Leucò, #Corsari, #PaesiTuoi,#Invisibili, #TwSposi, #TwiFavola e #Lussu, con l'obiettivo di riscrivere, e quindi rileggere, riappropriandosene, grandi opere della letteratura: «Esercizi di stile» di Raymond Queneau; «La luna e i falò», «I dialoghi con Leucò» e «Paesi Tuoi» di Cesare Pavese; «Scritti corsari» di Pier Paolo Pasolini; «Le città invisibili» di Italo Calvino; «I promessi sposi» di Alessandro Manzoni; «Favole al telefono» di Gianni Rodari e «Un anno sull'altipiano» di Emilio Lussu.
Presso l'Auditorium dello studio legale La Scala a Milano in via Correggio 43, dunque, da domani 20 marzo saranno esposti alcuni dei tweet più significativi tratti dall'esperienza di lettura e riscrittura critica dell'opera «Le città invisibili» di Italo Calvino, insieme ai disegni a essi ispirati: dal romanzo di Calvino al tweet, dal tweet all'illustrazione d'autore. Un'idea nata in occasione del 90mo anniversario della nascita del grande scrittore e che negli ultimi mesi del 2013 è diventata uno degli eventi che maggiormente ha coinvolto il popolo di Twitter nel nostro Paese.

#Invisibili, infatti, è diventato uno dei i trending topic di Twitter per l'Italia: sono 4.000 i riscrittori che hanno partecipato, producendo oltre 80 mila fra tweet e retweet fra settembre e novembre. Adesso, questa straordinaria esperienza si è spostata dal web ed è diventata una mostra dal titolo #Invisibili: Calvino e la Twitteratura che raccoglie oltre cento immagini realizzate da tre illustratori (Alessandro Armando, Francesca Ballarini, Elena Nuozzi) che si sono ispirati ad alcuni dei tweet prodotti. L'evento è sostenuto dallo studio legale La Scala, che da anni ha deciso di investire in cultura. Perché? «C'è sicuramente una spinta etica, perché il pubblico - spiega Giuseppe La Scala - fa i conti con una penuria di risorse alla quale il privato può sopperire assumendo un ruolo suppletivo». Lo Studio, fondato nel 1991, comprende oltre 90 professionisti e assiste stabilmente - nel diritto dell'economia - tutti i principali gruppi bancari italiani, numerose imprese industriali e commerciali, importanti istituzioni finanziarie. Dal 2000 pubblica «Iusletter», sito di aggiornamento giudico. La Scala è convinto che anche agli avvocati serva «un approccio umanista: anche quando ci occupiamo di diritto d'impresa, cerchiamo di esercitare una cultura umanista. Che vuol dire, alla fine, cercare di venire incontro alle esigenze delle persone».