Quante cartoline musicali alla maratona dei Sentieri

L'ensemble chiude il ventennale con due concerti Il pianista Rebaudengo: «L'avventura continua»

Luca Pavanel

E venne anche il giorno della festa finale, dopo una stagione per ricordare venti anni di attività. I Sentieri Selvaggi (ovvero Paola Fre, Mirco Ghirardini, Andrea Dulbecco, Andrea Rebaudengo, Piercarlo Sacco, Simone Draetta, Aya Shimura e il direttore Carlo Boccadoro) per salutare oggi faranno due concerti al teatro Elfo Puccini (alle ore 17,30 e alle ore 19, e un brindisi di pausa al BistrOlinda con il pubblico e gli amici di sempre).

«La logica degli opposti» è il titolo dell'appuntamento finale della loro rassegna «La rosa dei venti»: una maratona che chiama a raccolta molti dei compositori vicini a questa realtà. Tra le musiche di una ventina di autori che verranno eseguite, anche nuove dediche firmate Daniele Bravi, Paolo Arcà, Vanni Moretto, David Lang, Mauro Montalbetti, Francesco Antonioni, Silvia Colasanti, Carlo Galante e Filippo Perocco. Ultimo recital dopo il calendario delle celebrazioni.

«Come sono andati i concerti? - fa eco al telefono il pianista dell'ensemble Andrea Rebaudengo, che accetta di testimoniare brevemente, dal suo punto di vista, la storia di questa formazione contemporanea - Abbiamo avuto la buona risposta di pubblico che ci aspettavamo. In questi anni abbiamo costruito una nostra platea, ormai la gente di fida di noi, di quel che proponiamo, delle scelte del nostro direttore-compositore Carlo Boccadoro».

Rebaudengo, nei Sentieri Selvaggi dal primo giorno - correva l'anno 1997 - ha vissuto e vive ancora con passione questa avventura artistica. «Il concerto che mi è piaciuto fare di più quest'anno è quello dedicato a Paolo Castaldi; mi sembrava giusto rendere omaggio a lui, uno degli esponenti più importanti della nostra cultura». Andando indietro nel tempo il virtuoso della tastiera vede una «follia musicale» che lo ha letteralmente conquistato. «De Staat di Andriessen che ho eseguito una decina di anni fa; più recentemente ho trovato interessante incontrare anche i lavori di Nono, che conoscevo meno, e di Fedele e Francesconi». E ancora, sempre pianisticamente parlando, suda ancora freddo quando ripensa agli «Studi» di Ligeti («una bella sfida..», ammette»). E per il fururo? «Mi piacerebbe cimentarmi con Professor Bad Trip di Romitelli». L'idea è già nell'aria e potrebbe concretizzarsi davvero. Ma è presto per parlare di progetti. Per ora meglio fermarsi qui. «Oggi alla festa forse c'è anche la torta - scherza il musicista -. L'ensemble è in un ottimo momento e il compleanno è un buon giorno per un guardare al futuro».