Quasi 3mila al giorno in Duomo: «Peccato per le impalcature»

Tre amiche giamaicane: «Torneremo, 5 giorni sono pochi». Una coppia di giapponesi: «Un’ora per entrare al Cenacolo, ma siamo emozionati». Aumentano gli italiani

Raffaella Patruno

Cartina alla mano, macchina fotografica e zaino in spalla sono gli strumenti che contraddistinguono il perfetto turista. Sono giapponesi, messicani ed europei alcuni dei maggiori esponenti del popolo dei viaggiatori che, in questi giorni, affollano la città abbandonata dai propri abitanti. Tra le mete preferite, al primo posto sempre il Duomo, seguito dal Castello Sforzesco, Cenacolo e Scala. Si registrano tra 2.500 e tremila presenze al giorno per la visita della cattedrale, e gli addetti alle biglietterie non notano nessuna variazione nelle affluenze rispetto agli anni passati. Lunghe file sia per la visita all’interno che per il caratteristico giro fra le guglie, da dove è possibile ammirare la città dall’alto.
Davanti alla chiesa Maria Carmen, casalinga spagnola di 46 anni, mentre il marito continua a fotografare senza tregua spiega: «Quest’anno abbiamo optato per una vacanza culturale e abbiamo pensato a Milano. Fortissima l’emozione, ma ci aspettavamo di poter ammirare il Duomo in tutta la sua bellezza». Diffuso il malcontento tra i turisti per i lavori di ristrutturazione, che da tempo coprono la facciata. Scontento anche il tedesco Yan di 26 anni che, giunto dalla Svizzera in bicicletta, si riposa ai piedi dell’impalcatura in attesa di una nuova «avventura» alla volta del Castello Sforzesco. E se qualcuno, in fila, attende pazientemente di varcare la soglia della chiesa, Nicolas e Tony, compagni di scuola diciannovenni e provenienti dal Belgio, sfruttano il sole per un po’ di tintarella: «Stiamo pagando le conseguenze di “milioni” di gradini percorsi per salire in cima, però ne è valsa la pena. Dall’alto si vede tutta la città e il panorama toglie il fiato». Dalla Jamaica alla scoperta della città Jasmine, Carol e Marion sono entusiaste della loro decisione di venire a Milano a fare le vacanze: «Torneremo. Cinque giorni sono troppo pochi per vedere tutta la città».
Piuttosto diversa la situazione per le visite al Cenacolo. Per ammirare il celebre quadro di Leonardo da Vinci, esposto nel museo situato di fianco alla chiesa di Santa Maria delle Grazie, i turisti devono attenersi ad una procedura speciale. Le visite si svolgono ogni quarto d’ora a gruppi di massimo 25 persone. Secondo i dati forniti dal museo, le visite sono diminuite rispetto all’anno scorso, registrando tuttavia un aumento sostanziale di italiani, provenienti da ogni regione. In attesa del proprio turno di visita c’è chi, seduto all’ombra, inganna il tempo leggendo un libro o ristudiando il percorso sulla mappa. «A noi tocca tra un’ora - racconta Fotoku, impiegato giapponese di 32 anni, in vacanza con la moglie Satomi - ma l’attesa non è un problema perché siamo troppo emozionati all’idea di vedere dal vivo l’opera». A testimoniare una maggiore presenza italiana, una comitiva di veneziani: «Non è una vera e propria vacanza - dicono -, ma una gita di due giorni organizzata dal nostro circolo culturale».