Quei cento dannati di via Rubattino

Più che un dovere, una necessità. Sgomberare l'area dismessa della sotto-stazione Enel di via Rubattino 54, sotto il cavalcavia della tangenziale est, è un'operazione che ha a che fare soprattutto con la dignità umana. La nostra, ma anche quella dei circa cento rom che abitano in questa baraccopoli che, ieri mattina, l'assessore alla Sicurezza della Provincia, il leghista Stefano Bolognini, ha visitato, accompagnato dal consigliere di zona 3, ex presidente della commissione sicurezza, Andrea Ancona, dai poliziotti del commissariato di Lambrate e dalla Digos.
«L'area venne sgomberata già tre anni e mezzo fa e le operazioni durarono quasi due giorni - spiega Ancona mentre, sotto la canicola, giriamo tra spazzatura di ogni genere, biciclette, materassi, carcasse d'auto, carrelli del supermercato e passeggini, capovolti e sparsi ovunque, accanto ai bambini lasciati razzolare come polli insieme ai topi -. Ci chiamano razzisti? A mio parere il vero razzista è chi permette che questi piccoli giochino nella melma. Anche le mamme della San Vincenzo che vengono a portare da mangiare a questa gente, credendo di far loro del bene, sbagliano di grosso».
Nel campo ci sono molte donne e bambini: gli uomini, di giorno, sono in giro. Uno lo incontriamo mentre lava i vetri al semaforo, un altro si aggira con sguardo interessato tra le auto dei dipendenti della Cesi spa. «Spesso, quando li fermiamo, hanno in tasca dei cacciaviti enormi, neanche gestissero una ferramenta!» afferma la polizia.
«L'area è privata e appartiene a un'azienda qui accanto, andrebbe tutta bonificata e messa in sicurezza - spiega Bolognini che ha fatto un esposto al sindaco Pisapia e alla vigilanza urbana -. Anche la polizia, oltre alla Provincia naturalmente, ha ricevuto diverse segnalazioni di cittadini che protestano perché questi nomadi si lavano qui, nel vicino laghetto del parco Rubattino -. Per non parlare della loro esuberanza sui mezzi pubblici. Dove molestano gli altri passeggeri, non pagano il biglietto e sono spesso ubriachi. Si tratta inoltre di una vera e propria polveriera igienica: i vari tipi di rifiuti, bombole del gas comprese, e la mancanza del seppur minimo accorgimento in materia di sicurezza, potrebbero far esplodere un incendio in qualunque momento e creare una tragedia. È inutile che l'Amministrazione annunci con enfasi gli sgomberi di via Gatto e del cavalcavia Bacula se poi i nomadi si limitano a spostarsi di zona. Qui, l'Esselunga e Media World sono costretti a tenere chiusi a chiave i bagni e le residenze sanitarie per anziani, quella di via san Faustino e quella di via Pitteri, la sera si chiudono come fortezze nel timore di furti e rapine. Per non parlare dei commercianti».
Una donna ci offre del gulasch che prepara su una graticola di fortuna. Una ragazzina di 13 anni ci racconta di frequentare la «scuola di Lambrate da un anno» ma di non aver mai visto un'insegnante prima di allora.
«Ma cosa aspetta Pisapia a liberare Rubattino dai nomadi?» conclude Bolognini.