«Con quei pipistrelli caccia alle zanzare o ai fondi europei?»

Le «Bat-Box», i rifugi per pipistrelli che il Comune di Milano ha iniziato ad installare nei suoi parchi «sono senza dubbio "socialmente utili”, ma che i chirotteri contribuiscano a ridurre le popolazioni di zanzare è ancora tutto da dimostrare». E «resta da chiarire se il loro impiego non sia altro che un modo per recepire fondi europei». A sollevare il dubbio è l'Anid, l'associazione nazionale delle imprese di disinfestazione. Le iniziative che si moltiplicano in questi periodi «sicuramente si vestono di quel fascino ambientalista che, a voler guardar bene, rischia di essere persino troppo "verde" anche per gli amici pipistrelli» sostiene l'associazione presieduta da Francesco Saccone. Un giudizio di parte? A dire il vero anche un esperto come Carlo Lozzia, professore di Entomologia applicata all'Universita Statale, sulle pagine del Corriere della sera giorni fa si mostrava scettico, «le zanzare rappresentano un pò meno del 5% nella dieta dei pipistrelli» e mangiano solo le zanzare crepuscolari/notturne, non la zanzara tigre che è diurna, più grossa e aggressiva delle altre.
«Tutto questo baccano - domanda quindi l'Anid -ha proprio ragione d'esistere?». C'è una notizia che non tutti conoscono, afferma l'associazione di categoria: «Nel 2005 l'Italia emanò una legge, la 104 del 27 giugno, che di fatto recepiva il Bat agreement, accordo Europeo per la protezione dei pipistrelli». Dei quattro articoli di cui è composta la legge, «il terzo riporta la disponibilità di spesa per circa 63mila euro annui. Sembra dunque lecito domandarsi se queste iniziative siano di reale efficacia per la lotta alla zanzare oppure frutto di sovvenzioni coerenti con l'agreement».