Quei reportage sull'Italia del Dopoguerra

Troppo facile fare foto in tempi di bulimia iconografica: un colpo di touchscreen e, una dopo l'altra, migliaia di immagini si ammucchiano nelle memorie virtuali come fotogrammi senza valore, perdendo significato come le parole quando le usiamo troppo. Eppure ci fu un tempo in cui ogni scatto era frutto di un ragionamento, nasceva da una storia, prendeva corpo da un movimento irripetibile di mani, macchina e pensiero. E anche quest'epoca, come tutte le stagioni perdute, ha avuto i suoi testimoni: uno dei più nobili è stato Lanfranco Colombo, scomparso novantenne lo scorso aprile, gentiluomo milanese fino al midollo con buona pace degli ultimi anni vissuti a Genova. Alla sua pionieristica galleria di via Brera 10 è dedicata la mostra, a cura di Roberto Mutti, «Il Diaframma 1967-1996: una storia italiana», fino al 5 ottobre a Palazzo Giureconsulti, che apre la rassegna Milano Photofestival. L'esposizione ripercorre, in 46 istantanee provenienti dall'archivio Fondazione 3M, gli anni di Diaframma, prima galleria privata europea dedicata alla fotografia. Fondata il 13 aprile 1967 a due passi dalla Pinacoteca, contribuì a fare di Milano una capitale internazionale della foto d'autore. L'idea era nata a Porquerolles durante una conversazione con Henri Cartier-Bresson, conosciuto attraverso Pierre Gassmann, fondatore di Picto. Ben presto Il Diaframma divenne un crocevia di cultura: ci passarono personalità come Montale, Sciascia, Buzzati, Eco. Intanto Colombo viaggiava moltissimo e curava mostre all'estero, dagli Usa al Messico, fino in Cina. Ma poi tornava sempre lì, in quell'angolo di Brera che negli anni ospitò oltre trecento esposizioni di generi anche molto lontani fra loro, come ritratti, reportage, ricerche. La mostra «rispolvera» scatti del primo Novecento, come Marcia Audax di Giuseppe Pessina (1905), degli anni Trenta (Luigi Veronesi), del secondo dopoguerra (Nino Migliori, Il tuffatore, 1951, e Luciano D'Alessandro, Il disoccupato, 1956). Più recenti i lavori di Carla Cerati, Mario Lasalandra, Mimmo Jodice, Carmelo Bongiorno, e una serie di Ritratti dello stesso Colombo tra cui quello di Enzo Nocera. Qua e là spunta anche molta Milano: la città sfregiata dalle bombe nel '45, un Pagliaccio di Joe Oppedisano, una classe scolastica in gita al Poldi Pezzoli nei primi anni Ottanta. La sessione autunnale di Milano Photofestival prevede, fino a fine ottobre, oltre 100 mostre ed eventi in diverse sedi espositive della città. www.milanophotofestival.it