Quelle liti in condominio dai gatti in cortile ai centri massaggi cinesi

Chiunque abbia mai partecipato ad un'assemblea condominiale sa che si tratta di un spaccato perfettamente fedele dell'alto tasso di litigiosità degli italiani. A partire da martedì, con l'entrata in vigore della nuova normativa in materia, molte controversie avranno nuova soluzione ma probabilmente non basterà a placare gli animi. L'avvocato milanese Giovanni Calloni, che ha appena pubblicato un'agile guida pratica completa («Condominio», ed. De Vecchi - Giunti pag. 127), conosce molto bene la realtà cittadina che per questioni inerenti a caldaie, cortili, portinerie e pianerottoli, registra oltre un migliaio di cause civili al mese. Molte delle quali vengono risolte da un arbitrato o dal giudice di pace. «In questi ultimi anni - dice Calloni - il 16 per cento delle controversie ha riguardato questioni legate alla videosorveglianza che in alcuni casi va a scontrarsi con i principi di costituzionalità e con la legge sulla privacy. Le telecamere condominiali, che ormai sono abbastanza diffuse negli stabili del centro, in base alla legge possono riprendere le parti comuni a patto che non identifichino i singoli interni». Gli esempi non mancano e riguardano soprattutto gli studi medici. «Il titolare di un ambulatorio milanese per la cura delle malattie veneree e della pelle ha fatto ricorso contro la delibera assembleare che autorizzava l'installazione di una telecamera in portineria dove devono passare obbligatoriamente i pazienti. Il tribunale gli darà sicuramente ragione». Poi a Milano fioccano i ricorsi per questioni relative a modifiche delle facciate (12%), all'uso dei sottotetti («finora erano il 7 per cento ma con la nuova normativa passano definitivamente alla voce beni comuni»), all'utilizzo dei cortili come parcheggio di moto e cicli (8%); mentre, grazie alla riconversione delle caldaie, sono diminuite dal 20 all'11 per cento le cause relative alle spese di riscaldamento. «Milano, rispetto ad altre città, registra alcune peculiarità - dice Calloni - ad esempio nella classifica dei ricorsi fioccano quelli contro il possesso di animali domestici (cani, gatti e bestie esotiche), ma anche quelli contro i centri massaggi gestiti soprattutto da cinesi. Spesso l'assemblea discute e delibera sulla rimozione delle targe che annunciano trattamenti equivoci, ma il tribunale difficilmente le dà ragione, a meno che non ci sia flagranza di reato».
Altre controversie riguardano le cause per morosità che nel centro di Milano toccano il 6 per cento ma in periferia salgono al 20. «Purtroppo sono in aumento anche a causa della crisi, ma con la nuova normativa la società creditrice potrà rivalersi direttamente sul condomino moroso e questo accelererà le pratiche». Non mancano aneddoti. Calloni, autore anche della guida L'avvocato nel cassetto, ne ricorda qualcuno: «Tante questioni non verrebbero mai sollevate se si conoscesse la legge che ora sarà ancora più chiara. Una signora mi chiese se, dovendo alimentare il figlio di 8 anni esclusivamente con il latte di capra, potesse tenere una capra sul terrazzo. Un amministratore invece mi sottopose il caso di un condomino che intendeva esporre un cartello sulla facciata con la frase "Vendesi uccelli": i consiglieri pretesero che per decoro venisse cambiata in "Commercio di volatili". E, ancora, un condomino scaramantico ha citato in assemblea il vicino perchè il passaggio del suo gatto nero causava ingorghi sulle scale. Una richiesta che non verrà accolta, in quanto l'amministratore può solo invitare il condomino a non lasciare incustodito l'animale nelle parti comuni».