«In questo Refettorio cucinerò per i poveri con gli avanzi di Expo»

Lo chef modenese e Rampello inventano una mensa permanente in un ex teatro

Nella Milano di Expo, da molti mesi fioccano eventi e progetti che si fregiano del motto «Nutrire il pianeta». Un concetto che però solo in pochi, finora, stanno tentando di interpretare nell'accezione più significativa, ovvero con uno sguardo verso quella parte della Terra che del nutrimento corporale e spirituale ha davvero concreto bisogno. Tra questi c'è Massimo Bottura, riconosciuto fra i tre migliori cuochi al mondo, modenese di sostanza poco avvezzo alle passerelle televisive. A lui la parola Expo ha fatto scattare l'idea di lasciare un segno tangibile nella nostra città: una grande mensa permanente dedicata ai bisognosi che sfrutti la grande mole di cibo sprecato dalla civiltà contemporanea. A cominciare dagli avanzi dei padiglioni dell'Esposizione universale del 2015. «Essendo uno chef famoso sono stato contattato da diverse istituzioni per intervenire nella manifestazione - racconta Bottura - e la prima cosa che mi è venuta in mente è un rapporto della Fao che parla di 1.3 bilioni di tonnellate di cibo che vengono distrutte ogni anno nel mondo». Dicono che tra il dire e il fare ci sia di mezzo il mare ma la fantasia dei grandi artisti e il potere, se ben usati, possono fare molto. E così l'incontro con il curatore del Padiglione Zero Davide Rampello ha dato vita a un progetto che è già quasi realtà: un Refettorio Ambrosiano con sede in un ex teatro parrocchiale di Greco, che vedrà cucinare a turno alcuni tra i maggiori chef mondiali. Non solo. Una dozzina di designer e artisti internazionali hanno progettato tavoli, arredi e opere per gli spazi che saranno ristrutturati dal Politecnico in favore dei bisognosi assistiti dalla Caritas. I designer, tra i quali Fabio Novembre, Alessandro Mendini, Michele De Lucchi e Patricia Urquiola, realizzeranno sei pezzi di ogni tavolo, uno solo dei quali sarà destinato davvero al Refettorio. Gli altri cinque saranno venduti all'asta da Sotheby's il 16 dicembre per raccogliere fondi destinati alla gestione della mensa. Opere d'arte di Enzo Cucchi, Carlo Benvenuto, Maurizio Nannucci e Mimmo Paladino andranno inoltre a impreziosire gli ambienti del Refettorio, «nella convinzione - sottolinea Rampello - che il nutrimento dell'anima non sia meno importante di quello fisico». I bozzetti saranno visibili fino a lunedì a Palazzo Cicogna Mozzoni, in corso Monforte 23. «Il mio progetto - spiega Bottura - nasce come risposta etica ai temi forti di Expo ma anche dall'amore per l'arte e dalla consapevolezza di chi come me conosce a fondo il valore del cibo». L'unione, quando si vuole, fa la forza e allora lo step finale è stato l'incontro con la Diocesi e la Caritas che ogni giorno distribuisce pasti caldi e un Rifugio per i senzatetto alla Stazione Centrale. «Hanno compreso immediatamente il messaggio - racconta Bottura - e così si è individuata la sede in un ex teatro parrocchiale in disuso. Pochi minuti dopo ero già al telefono con i colleghi di tutto il mondo, da Ferran Adria a Alain Ducasse: mi hanno detto di sì prima ancora che finissi di parlare».