Quindicenne evade dal Beccaria

Durante l'ora d'aria finge un malore e aiutato dai compagni scavalca

Un 15enne è evaso dal carcere minorile Beccaria di Milano. È accaduto venerdì mattina nell'ora d'aria: fingendo un malore, il ragazzo avrebbe approfittato della complicità degli altri detenuti che hanno finto di prestargli un primo soccorso, e sarebbe stato aiutato a scavalcare il muro di cinta. A darne notizia è il Sappe, Sindacato autonomo di polizia penitenziaria. Il ragazzo, di etnia rom e detenuto per furto e rapina, si trovava nella stessa sezione della casa circondariale per minorenni del capoluogo lombardo da cui, durante l'ora d'aria tra le 9 e le 10 dello scorso 20 dicembre, un altro giovane di 17 anni era riuscito a scappare scalando i muri alti nove metri. Atterrando nella campagna di via Zurigo, uno dei lati del perimetro dell'istituto minorile Cesa, era svanito nel nulla. La sua fuga però è durata solo due settimane. Il diciassettenne, di origine albanese, è stato arrestato ieri a Vigevano. Il giovane si era rifugiato a casa di un connazionale, ignaro dei fatti. I carabinieri del Nucleo investigativo di Monza sono intervenuti in via della Pressa con personale della polizia penitenziaria e con imilitari della Compagnia Carabinieri di Vigevano e lo hanno fermato e riportato al carcere minorile per scontare il resto della pena. Era detenuto perché considerato responsabile di alcuni furti in appartamento compiuti nella provincia di Monza e Brianza, insieme con un coetaneo e connazionale. I due erano stati arrestati mentre erano già in regime di affidamento ai servizi sociali presso l'Ostello «Costa Alta» di Monza. Nella loro stanza erano stati trovati portafogli, occhiali, orologi e telefoni cellulari (di provenienza furtiva), su cui erano state rinvenute foto che ritraevano oggetti preziosi ed abitazioni (probabili obiettivi di furti). Nell'occasione fu ritrovato anche un manganello di ferro. Venti giorni dopo l'arresto, M.F. è riuscito ad evadere dal Beccaria approfittando della confusione in cortile per il malore di un altro detenuto e superando il muro di cinta alto circa 5 metri. La fuga e ieri il rientro in carcere.

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