«La raccolta dei tributi più vicina al territorio»

Via Equitalia entro la fine dell'anno. Roberto Maroni lo annuncia al consiglio regionale riunito per ascoltare i punti principali del suo programma. E in testa c'è proprio la sostituzione dell'agenzia di riscossione pubblica (Agenzia delle entrate e Inps) con un ente lombardo. Radicata sul territorio e così vicina ai cittadini, in grado di valutare le situazioni di difficoltà e di distinguere caso per caso, separando il grano dal loglio, chi imbroglia da chi fa fatica a fronteggiare la crisi. «La riscossione dei tributi deve essere più vicina al territorio e tener conto del contesto sociale» dice Maroni. E invece «Equitalia non sta operando con questi criteri».
Anche l'opposizione si mostra aperta al progetto di regionalizzazione della riscossione fiscale. «Non ho chiusure preconcette, ma attendiamo di vedere quale realtà potrebbe sostituire Equitalia» commenta il coordinatore della coalizione di centrosinistra, Umberto Ambrosoli. Il tema della fiscalità è stato uno dei punti forti della campagna elettorale di Lega e Pdl, sia a livello nazionale che più propriamente lombardo. E adesso la Lombardia dà il via al piano di attuazione di questa specie di federalismo fiscale.
«Farò la rivoluzione della concretezza» lo slogan scelto da Maroni per illustrare il programma. Cita l'appena scomparso Giorgio Gaber: «Un grande lombardo ci ammoniva che le buone intenzioni da sole non bastano: “Se potessi mangiare un'idea - cantava il poeta - avrei fatto la mia rivoluzione”». E invece l'obiettivo è «trasformare le idee in azioni incisive, efficaci e durature, nell'interesse esclusivo dei nostri cittadini».
Il primo esempio è il sì a un anticipo delle risorse per la cassa integrazione in deroga. Se la crisi lo richiede, non sono esclusi aiuti da Palazzo Lombardia per «intervenire su chi si trova in una situazione di disagio senza aspettare che si muova la struttura del Governo». Con una critica al governatore della Puglia, Nichi Vendola, che invece ha demandato l'intera questione al governo.
Centrale il tema delle piccole e medie imprese. Tra i progetti in pole, d'intesa con la finanziaria regionale Finlombarda, «un pacchetto di misure choc a favore delle nostre imprese, del valore complessivo di oltre 1,1 miliardi di euro». Nel dettaglio: 500 milioni per lo smobilizzo dei crediti che le Pmi vantano nei confronti degli enti locali e 300 milioni per la cartolarizzazione dei crediti della Regione, 300 da una nuova linea Bei per investimenti alle Pmi e 50 per la ricapitalizzazione delle Pmi che investono in innovazione.
Maroni lancia anche l'allarme l'Expo: «Esprimo una forte preoccupazione sul rispetto dei tempi per la realizzazione di tutte le opere previste». E annuncia che incontrerà a breve i commissari Giuliano Pisapia e Roberto Formigoni.