Radmarathon, sfida milanese Quando il ciclismo si fa «duro»

Come sempre saranno i tiratori scelti austriaci con un potente colpo di cannone che farà tremare i sellini delle biciclette a dare il via ufficiale alla Oetztaler radmarathon, la più dura granfondo d'Europa. Poi il lungo serpentone di 4mila atleti lascerà Solden, in Tirolo, per dirigersi verso il fondovalle dell'Ötztal. Lo scorsdo anno alla partenza c'erano zero gradi, quindi prima bisognerà vincere il freddo e poi la fatica perchè 238 chilometri con oltre 5.500metri di dislivello non sono una passeggiata neppure per gente allenata. La Radmarathon tra le gare ciclistiche è una delle più temute. Una sfida di quelle «toste» ma soprattutto una sfida con se stessi perchè non vince solo chi sale sul podio ma tutti quelli che arrivano al traguardo. Una sfida che quest'anno richiama i ciclisti da 53 Paesi e che vedrà al via anche 33 corridori milanesi. Una bella pattuglia «cittadina» abituata a faticare sui lunghi rettilinei della pianura padana e che oggi dovrà invece fare i conti con salite storiche del ciclismo. Si parte da Sölden nella valle tirolese dell'Ötztal attraverso il Kühtai (2.020 m), proseguendo in direzione Brennero (1.377 m), si sconfina in Italia a Vipiteno attraversando successivamente i passi Giovo (2.090) e Rombo (2.509 m), per poi fare ritorno a Sölden. Oltre 5mila e 500 metri di dislivello, una salita infinita per una corsa che fa segnare 40,5 km di percorso pianeggiante, 95,7 km di salita e 101,9 km di discesa. Una lunga pedalata su percorsi dove comanda la natura e dove per un giorno il rumore sarà solo il sibilo delle biciclette perchè le strade saranno quasi completamente chiuse al traffico. Il grosso del gruppo arriverà al traguardo più o meno in sette ore, i campioni molto prima e qualcun altro molto dopo. Ma ci sarà gloria per tutti. Anche per l'ex vincitore del Tour de France Jan Ullrich che guiderà la nutritissima pattuglia dei tedeschi che al via sono più di 2500 e sono i più numerosi davanti agli austriaci (1040) e agli italiani(780). «Amo questa gara, alla quale voglio rimanere fedele- ha detto Ullrich- in quanto mi ha fatto vivere un aspetto nuovo dello sport dopo aver abbandonato la mia carriera professionale. E non vedo l'ora di poter giungere al traguardo per indossare la maglia dedicata alla genziana. Auguro a tutti i partecipanti una buona corsa, buone gambe e naturalmente di tagliare felici e contenti il traguardo».