Rafforzati i corpi di polizia, carabinieri, vigili e Guardia di finanza

Un'armata sta calando sulla città, quasi 3.500 uomini, e donne ovviamente, per vigilare sulla sicurezza di milanesi e turisti durante i sei fatidici mesi di Expo, andando ad aggiungersi ai 10mila già presenti, tra polizia, carabinieri e Guardia di Finanza. Per tacer dei 3mila vigili urbani della sola Milano. Vigileranno sui padiglioni di Ho-Pero, sulla città, sul suo sistema di trasporti per evitare attentati e fronteggiare eventuali emergenze di ordine pubblico. «Segnali particolari non ne abbiamo ancora avuti, certo ci saranno manifestazioni, ma sono il sale della democrazia. Speriamo rimangano tutte nell'ambito della contestazione anche vivace» spiega il Questore Luigi Savina

Per Expo si sono sprecati gli allarmi e i paragoni, soprattutto con Genova 2001, anche se i contesti sono completamente diversi. Il G8 si svolgeva nell'arco di tre giorni in una città indifendibile per quanto riguarda l'ordine pubblico, un dedalo di strade, stradine e carrugi. Al centro il luogo dell'incontro tra gli 8 Grandi, difeso come fort Apache, la famosa «zona rossa». L'Expo di Milano invece dura sei mesi e ha sede in aperta campagna. Chiunque dovesse avvicinarsi dovrebbe farlo allo scoperto, senza poter contare su alcun effetto sorpresa. Subendo così un immediato contrattacco. Diverso invece le manifestazioni in centro.

«Comunque non ci saranno “zone rosse”, Milano rimarrà aperta al dialogo politico anche vivace - assicura il Questore - certo sulla città e sui 20 milioni di visitatori vigilerà un importante sistema di sicurezza». Un sistema calcolabile attorno ai 15/16mila uomini, sommando tutte le diverse forze dell'ordine già presenti sul territorio e un rinforzo di circa 3.500 unità. In città infatti sono già presenti 3.500 poliziotti (3mila in città 500 in provincia), 3.500 carabinieri (mille e 2.500) e 2mila finanzieri (mille e mille). Totale 9mila a cui vanno sommati i 3mila vigili urbani che daranno comunque un forte apporto alla sicurezza, arrivando così a 12mila. A questi andranno ad aggiungersi altri 900 agenti, 900 carabinieri e 450 finanzieri e un migliaio di soldati. Portando così il numero finale a 15.500 unità. Naturalmente ciascuno sarà usato in base alle proprie competenze, per cui la Polizia locale farà soprattutto viabilità, i militari vigilanza fissa agli obiettivi sensibili.

A capo dell'intero sistema il Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza presieduto dal Prefetto, a cui siedono rappresentanti delle diverse polizie e di Comune e Regione. Qui verranno programmate le strategie complessive mentre la singola decisione in caso di emergenza spetterà al solo Questore. Non ci sarà un'unica centrale operativa, ma i diversi apparati rimarranno sempre collegati in video conferenza, come del resto avviene già oggi. Solo il sito espositivo avrà un'unica stanza di controllo, dove opereranno rappresentanti non solo delle diverse forze di polizie ma anche società ed enti comunque coinvolte nell'evento, Comune, Regione, Amsa, Atm, Sea.

L'apparato si è messo in moto da tempo, almeno un paio d'anni, ed è stato registrato e verificato attraverso simulazioni e l'addestramento delle forze in campo, in particolar i reparti antisommossa. Il Questore esclude l'impiego di particolari strumenti «Qualcuno ha parlato di droni, ma si tratta di un'enorme sciocchezza. Confermo invece che in corso di addestramento sono stati testati gli spray al peperoncino di nuova generazioni, ma escluso categoricamente possano venire impiegate nei prossimi sei mesi. Punto focale ovviamente la sede espositiva. All'interno dell'area si entrerà come quando ci si imbarca su un aereo e anche i 900 mezzi che di notte trasporteranno le merci saranno controlli. A curare la logistica notturna saranno i militari dell'esercito».

E poi? E poi bisogna incrociare le dita, aspettare che Expo inizi e verificare se tutto è stato realmente previsto e programmato. In particolare l'apparato che sovrintende l'ordine pubblico: dipenderà molto da come agiranno i movimenti antagonisti. I ben informati parlano di 20mila manifestanti che caleranno da tutta Europa, con intenzioni non propriamente pacifiche: non si parte dalla Grecia o dai Paesi Scandinavi per fare una passeggiata in città. Molti arriveranno nei giorni precedenti per cui avremo modo di capire cosa succederà il 1° maggio già nella settimana precedente. Ci sono infatti due appuntamenti molto delicati, il primo il 25 aprile, anniversario della liberazione, che in passato ha riservato qualche problema. Quindi il 29 aprile, ricorrenza della morte di Sergio Ramelli, sprangato a morte dal servizio d'ordine di Avanguardia Operaia, che fa solitamente confluire in città un gran numero di simpatizzanti dell'estrema destra. E che l'estrema sinistra tenta sempre di impedire. Una specie di seconda «settimana di passione» dunque, tutta laica questa volta, per la quale nelle «sedi appropriate» sono già iniziati gli scongiuri.