Raid razzisti in piazza Prealpi: i picchiatori tornano a colpire

Un rancore costante, covato dentro e coltivato in maniera metodica come un esercizio di stile, fino a farlo diventare quasi un modus vivendi. È sempre il razzismo, l’intolleranza verso gli stranieri, infatti, a guidare le «spedizioni punitive» del solito gruppo di giovani italiani che abitano nella zona intorno a piazza Prealpi, che comprende via Jacopino da Tradate, via Bramantino e via Ajraghi. Tre giorni fa i carabinieri del nucleo informativo - coordinati dal pm Pietro Basilone - dopo l’ennesimo episodio di violenta aggressione nei confronti di un liceale cingalese, accaduto i primi di giugno, hanno arrestato due recidivi, denunciandone un terzo a piede libero, un minorenne che ha appena compiuto 16 anni. Si tratta dei ventenni Francesco Zagari e Simone Pollutri, già condannati agli arresti domiciliari dopo che l’operazione degli stessi militari, il 4 marzo scorso, aveva sgominato la banda di una ventina di ragazzi di cui facevano parte. Giovani tra i 20 e i 16 anni che amano definirsi, con estrema arroganza «milanesi da generazioni», che portano i capelli rapati a zero ma sono lontanissimi dagli skinhead: niente ideologie, per intenderci. Ragazzi che comunque spesso, la sera, non esitavano ad armarsi di mazze da baseball, bastoni di ferro, catene e coltelli, per compiere veri e propri raid contro gli immigrati della zona, sudamericani e filippini in testa, costringendoli a vivere costantemente in balia del terrore. Dopo le denunce di un gruppo di filippini, stanchi di subire, a marzo l’unico della banda a finire a San Vittore era stato Giorgio Pignoli - il 50enne titolare della pizzeria di via Jacopino da Tradate da cui partivano le spedizioni punitive - mentre altri tre (tra i quali appunto Zagari e Pollutri) erano stati relegati ai domiciliari. «Scontati i quali, però, hanno ripreso a fare esattamente la vita di prima» ha spiegato ieri il colonnello Andrea Chittaro che dirige il nucleo informativo del comando provinciale di Milano.
Il 7 giugno, intorno alle 22.30, infatti, uno studente del liceo scientifico «Piero Bottoni» di via Mac Mahon - un 15enne di origine cingalese, ma residente con la famiglia in via Bramantino dalla nascita - è stato aggredito da Zagari, Pollutri e dal sedicenne che li accompagnava fuori dal ristorante pizzeria «Malabianca» di via Cucchiari. Era lì che il liceale era andato a mangiare la pizza insieme ai suoi compagni di classe, proprio per celebrare la fine dell’anno scolastico. Una serata tranquilla che, fuori dal locale e davanti agli altri studenti attoniti, si è trasformata in un pestaggio. Al grido di frasi come: «Marocchino di m...! Negro! Vattene! Torna a casa tua!» i tre si sono staccati da un gruppetto formato da una decina di persone e si sono avventati sul povero ragazzo, riempiendogli la faccia di pugni, spaccandogli un labbro e due denti e facendolo finire all’ospedale con una prognosi di 15 giorni.
Riconosciuti dagli altri liceali per il momento gli arrestati sono accusati di lesioni aggravate e violenza ai fini razziali anche per un altro episodio accaduto, ai danni di un altro cingalese, a maggio. Sempre che, una volta fuori dal carcere, non ricomincino daccapo.