Recital di letture e musica su Paolo Valera

La Milano dello scrittore scapigliato in una serata spettacolo nel ristorante di Casa Lodi

Quando nacque Paolo Valera era il 1850. Precisamente il 18 gennaio. Figlio di genitori di modeste origini - il papà era un venditore ambulante e la mamma una cucitrice - il piccolo crebbe in un ambiente che faceva il verso alla nostalgia. A solo dieci anni quel bambino nato a Como si trasferì con i genitori a Rivolta d'Adda e sei anni dopo a Milano che, da allora, divenne la sua città.

Oggi, quella Milano rivive in un libro La Milano di Paolo Valera (Milieu edizioni) ricco di contributi che i curatori - Nicola Erba e Massimo Berni - hanno messo a punto per far luce su un personaggio insolito e singolare della storia letteraria e sociale della nostra città. Dopodomani alle 18.30 il volume sarà presentato a Casa Lodi in via Cappellari 3 ma non si tratta delle solite presentazioni, un po' in decadimento come appeal.

Sarà infatti una serata-spettacolo anticipata all'ora dell'aperitivo, di cui il ristorante certo non si dimenticherà. Il poeta Guido Oldani infatti leggerà stralci dell'opera e l'attore milanese Roberto Marelli darà il proprio contributo recitativo accompagnato dalla musica. Insomma una di quelle serate che oggi tutti chiamano un piccolo evento. E il personaggio lo merita.

Milano di Paolo Valera è quella di uno scapigliato che moriva 90 anni fa, a 76 anni. Poverissimo. Nato al tempo della rivolta popolare e antiaustriaca. Al tempo della fucilazione di Amatore Sciesa, l'eroe dal laconico «Tiremm innanz» di fronte al patibolo. Paolo Valera era un socialista ribelle che - già minorenne - partecipò alla terza guerra di indipendenza nelle file garibaldine. Ma ciò per cui va noto è quell'opera Milano sconosciuta in cui raccolse i vari articoli pubblicati per le riviste che fondò o alle quali collaborò. ««La plebe». «La farfalla». «La folla».

Quei reportage gli guadagnarono accuse per diffamazione, tuttavia l'opera ha avuto più fortuna di quanta egli stesso potesse attendersi. E fu ristampata più volte anche in epoca recente. Valera vi denunciò il degrado sociale con una mappa di bordelli e luoghi di incontri omosessuali. Tasti che non piacevanno affatto al clima benpensante di fine Ottocento, pur stuzzicando l'opinione pubblica.

Il caso volle che Valera finì lambito dallo scandalo di Emma Allis, per molti anni amante del re, benché minorenne. Scappato a Londra per evitare l'arresto, Valera scrisse romanzi - Gli scamiciati, Alla conquista del pane e Amori bestiali - in cui denunciava ingiustizie sociali e miserie. Se la prese anche con Mussolini, dipingendolo come un voltagabbana ma invitandolo a tornare con i socialisti. Finì per inimicarsi tutti in un'uniica soluzione. E morì. Solo.