Il referendum sui Navigli in primavera con le Regionali

Scontro totale per la conquista della Lombardia ma tregua (anzi patto, almeno a Milano) per far vincere il sì alla riapertura dei Navigli. La prossima campagna per le Regionali potrebbe offrire siparietti insoliti tra i candidati. Il sindaco Beppe Sala ieri ha anticipato che il referendum sul progetto di riportare l'acqua nei canali interrati slitterà al 2018 e «l'idea è di agganciarlo a un'altra consultazione, per non creare altri costi. Potrebbe essere in concomitanza con le Regionali», presumibilmente quindi in primavera. Ma se gli aspiranti governatori - per il centrodestra si è già ricandidato Roberto Maroni, sul fronte Pd si sta scaldando il sindaco di Bergamo Giorgio Gori - non si faranno sconti su temi come immigrazione o sicurezza, proprio in consiglio regionale è passata giusto a inizio aprile con voto bipartisan (solo il Movimento 5 Stelle si è astenuto) la mozione presentata dal vicepresidente leghista Fabrizio Cecchetti e da Stefano Bruno Galli (lista Maroni) che impegna la giunta a promuovere un Protocollo d'intesa tra Regione e Comune di Milano «per la riapertura delle vie d'acqua dei Navigli Lombardi». Il progetto, parole di Cecchetti, «è bello, porterà lavoro e rilancerà l'economia». E visto che a Milano

il progetto è sponsorizzato da Sala (che sulla riapertura dei Navigli ha pubblicato pure un libro nel 2014) sarà sostenuto anche a Gori, o chi per esso.

La prossima settimana il sindaco farà un ultimo incontro con il comitato scientifico (presieduto dal docente del Politecnico Antonello Boatti) creato per trasformare in progetto esecutivo da sottoporre ai milanesi quello studio di fattibilità già commissionato dal Comune sotto la giunta Pisapia. Poi, anticipa Sala, «per evitare anche dubbi e speculazioni, faremo una presentazione sullo stato dell'arte, ci serve ancora qualche mese per andare ad analizzare nel dettaglio le cose. Non porrò mai la domanda siete favorevoli alla riapertura dei Navigli? ma presenterò un progetto che tenga conto dei costi, dei lavori, dei disagi per il traffico e a fronte di questi chiederò ai milanesi se sono d'accordo». Il tragitto dei canali navigabili si estenderebbe per 7,5 chilometri, da via Melchiorre Gioia alla Darsena passando per San Marco, via Fatebenefratelli, piazza Vetra. Un'idea lanciata già dieci anni fa dall'associazione Riaprire i Navigli presieduta dal socialista Roberto Biscardini che proprio questa sera dalle 19 alle 23 ha organizzato una festa sul Barcone di Milano, in via Alzaia Naviglio Grande 56, per festeggiare l'anniversario di una lunga battaglia che potrebbe finalmente arrivare ad una svolta.

Il costo dell'operazione si aggirerebbe intorno ai 406 milioni di euro, il Comune dovrebbe puntare sulla partnerhip pubblico-privato per reperire i fondi, e secondo gli esperti la spesa mirata potrebbe addirittura dimezzarsi anticipando alcune opere viabilistiche (come le Zone 30) già previste lungo lo stesso tracciato. E Boatti di recente ha puntato l'attenzione sui 994 milioni di euro stimati come «benefici collettivi» derivanti dall'opera, come l'incremento dei valori immobiliari o la crescita delle attività commerciali. L'assessore regionale Gianni Fava propone a Sala di «abbinare il referendum sui Navigli a quello per l'Autonomia della Lombardia il 22 ottobre. Dico all'amico Sala: facciamolo insieme, da coordinatore dell'azione referendaria posso assicurare che la Regione potrà anticipare e sostenere tutte le spese relative a questa tornata elettorale, sono pronto a incontrarlo per illustrare lo stato di avanzamento del nostro modello organizzativo e convincerlo per il bene dei milanesi».

Proposta sostenuta anche dall'assessore Viviana Beccalossi e capogruppo regionale Fdi Riccardo De Corato. Il vicecapogruppo di Forza Italia in Comune, Alessandro De Chirico, solleva invece dubbi sui «costi per la pulizia di un canale che dividerà in due la città» e su «altri disagi per i residenti dopo quelli dei cantieri M4». La coordinatrice regionale di Fi Mariastella Gelmini ricorda che «nel 2011 i milanesi, col 94,32% dei consensi, si sono già espressi per la riapertura dei Navigli. E posso dire di essere pienamente d'accordo con loro, sul recupero di un pezzo della storia e delle radici della città. Ma la proposta di Sala ha un vago sapore dilatorio. Dovrebbe presentare una proposta seria e circostanziata sulla riapertura dei Navigli, da sottoporre alla valutazione dei Municipi e del Consiglio e, solo dopo, al giudizio referendario degli elettori. Guardiamo in faccia però le priorità che a Milano sono ben altre». La consigliera 5 Stelle Patrizia Bedori si augura che «i milanesi si ricordino che Sala come progettista di vie navigabili ha già fallito una volta. O qualcuno per caso ha visto e navigato il famoso canale lungo 20 chilometri che doveva essere realizzato in occasione di Expo? Ma sembra più una trovata elettorale che altro».

Commenti

DavideVD

Ven, 21/07/2017 - 09:18

Ero contrario al progetto, per le ricadute sulla viabilità. Ieri ho visto il progetto e letto le note del Politecnico. Non centra nulla con l'immagine sopra. Il naviglio sarà nuovo, largo 4-5 metri, interrato rispetto al piano stradale. In pratica i turisti vedranno le sponde e la cima degli edifici. Gli altri si prenderanno solo i disagi. Le stime di utili non sono specificate nelle analisi del comune. Da nessuna parte si dice da dove entreranno. In compenso, seppure in forma nascosta, nella relazione del Poli si evince che ci saranno ricadute sulla viabilità e sul traffico. PS. La ciclabile prevista è laterale. I civici da quel lato, per uscire di casa in macchina, avranno bisogno di ponti