Referendum, Sala «padano» diventa testimonial

Grimoldi agli amministratori Pd: «Votate sì come lui». E Grillo non vuole perdere il treno

La Lega adotta il Beppe Sala in «versione padana» come testimonial a sinistra per il referendum sull'Autonomia del 22 ottobre. Il segretario della Lega lombarda Paolo Grimoldi cita il sindaco di Milano che «bene ha fatto a dichiarare pubblicamente che voterà sì e inviterà a votare sì» per sollecitare anche «gli altri sindaci lombardi del Pd, delle liste civiche e di qualunque forza politica a fare altrettanto. Si uniscano a questa battaglia, che non è di un partito ma di tutti i lombardi, per dare una risposta alla questione lombarda. Con una maggiore autonomia fiscale potremmo trattenere qui oltre 25 miliardi l'anno con cui dare risposte ai cittadini su ogni problema, dalla riapertura dei Navigli al completamento della Pedemontana al metrò fino a Monza». Per questo «auspichiamo che oltre al Movimento 5 Stelle, anche il Pd lombardo comprenda l'importanza di questo referendum». E proprio Beppe Grillo su Facebook ieri ha rilanciato le dichiarazioni a favore dei grillini in Regione commentando che «il referendum per chiedere più competenze alla Lombardia è e deve rimanere l'espressione della volontà dei cittadini, non certo di Roberto Maroni». La corsa a non lasciare i leghisti soli ad incassare i risultati della battaglia è partita. Anche il consigliere della lista Sala Franco D'Alfonso, che settimane fa durante un convegno aveva lanciato l'invito ad approggiare la causa (raccolto e poi ridimensionato dal sindaco di Bergamo Giorgio Gori che potrebbe sfidare Maroni nel 2018) è tornato alla carica. «La mia proposta di votare sì al referendum è stata raccolta subito da Gori e ora anche da Sala - ha commentato -. La sinistra federalista, civica, europeista rialza la testa e non si fa condizionare da schieramenti nazionali e contrapposizioni di partito che producono solo il fermo macchine ed il rinvio». Riferimento neanche velato alla segreteria Pd e al ministro Maurizio Martina che hanno bocciato il referendum «vista la disponibilità del governo ad aprire un tavolo» con la Regione. «Quelli che pensano che sia un inutile spreco perché si può negoziare - incalza D'Alfonso - non hanno che da promuovere il negoziato e fare in 4 mesi quello che si sono rifiutati di fare per 4 anni. Il resto sono chiacchiere e distintivo, come direbbe De Niro in una delle sue più riuscite interpretazioni». Ma tra questi c'è pure l'ex sindaco Giuliano Pisapia, che ieri ha ribadito: «Inutile spendere tanti soldi quando il governo è disponibile a ragionare».

ChiCa