Referendum sulle opere Il Pd smentisce Pisapia

«Faremo un referendum popolare per decidere come utilizzare gli incassi di A2a», era stato il sindaco in persona ad annunciare una grande consultazione sull'opera da realizzare con quei 65 milioni che arriveranno dalla quotazione in Borsa del 2,5% della società energetica. Era l'11 gennaio, Giuliano Pisapia aveva subito fatto sua la richiesta avanzata dal presidente dell'aula Basilio Rizzo al vertice di maggioranza riunito all'Acquario civico. Il consiglio comunale avrebbe fatto una prima «scrematura» delle proposte, per arrivare a una rosa di 4-5 ipotesi da sottoporre al voto dei milanesi. Ma neanche venti giorni, il Comune ci ripensa. «C'è stata un'accelerazione da parte di qualcuno - ha precisato ieri il capogruppo del Pd Lamberto Bertolè - la posizione dei Democratici non è mai stata quella del referendum, era una scelta che andava fatta insieme. La decisione finale sull'opera deve essere fatta dal Consiglio». Eppure erano già allo studio le ipotesi per coinvolgere i cittadini, si parlava di postazioni informatiche ai seggi durante le elezioni Europee a maggio. «Abbiamo solo un mese e mezzo per decidere, prima del voto al Bilancio 2014 - avverte invece Bertolè -. I tempi per un referendum non ci sono di certo, servirebbe un anno. Dobbiamo sbrigarci a decidere». Una linea (ovviamente) condivisa dal centrodestra che aveva richiamato subito la giunta al proprie ruolo e anche ieri nella Commissione Opere pubbliche, dove è iniziata la discussione sulle opere da finanziare coi fondi A2a, ha ribadito che «il Consiglio è l'assemblea degli eletti ha tutte le legittimazioni per decidere a riguardo». Anche Basilio Rizzo ha ammorbidito la richiesta di un mese fa, ipotizzando non tanto un referendum quando «delle primarie sui progetti da realizzare» una «grande giornata di partecipazione cittadina». Che avrebbe il valore solo di consigliare l'Aula e non viceversa, il capogruppo del Pd ha tenuto a precisare l'ordine. «É necessario consultare la città - afferma invece Mirko Mazzali (Sel) - stranisce che proprio chi parla di bilancio partecipato, adesso sia contrario ad una prima forma seppur embrionale».
E nella seduta di ieri, se ancora non è emersa un'opera-simbolo, almeno c'è stato l'accordo bipartisan sul luogo dove saranno investiti i fondi: «Basta Area C, si pensi alle periferie». Fi, hanno spiegato Alani Rizzi e Fabrizio De Pasquale, punta su «case popolari, illuminazione delle piazze e allargamento del parco Forlanini, Cave e Ticinello». Ma anche loro confluiscono, come Mariolina Moioli, sulla proposta di Riccardo De Corato (Fdi) di realizzare lo scolmatore del Seveso o di recuperare le sponde dei Navigli. Anita Sonego (Sinistra x Pisapia) chiede case per i single e per le giovani coppie, il leghista Luca Lepore una «cintura verde» che colleghi i parchi a nord della città. Il Pd e la Lista Pisapia sponsorizzano interventi sulle scuole e risparmio energetico. Anche se rimandosi alla prossima riunione, il centrodestra ha invitato a concentrarsi su un'unica grande opera straordinaria più che su macro-temi.